Il Tirreno

Grosseto

Aule ghiacciate e palestra ammuffita

di Claudia Della Verde
Aule ghiacciate e palestra ammuffita

Orbetello, quasi 200 studenti del Professionale protestano in massa per le condizioni della scuola. Chiedendo risposte

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ORBETELLO. Aule praticamente ghiacciate, bagni inagibili e palestra dalle pareti ricoperte di muffa. Sono queste condizioni della scuola superiore alberghiera e commerciale Del Rosso, nel pieno centro del capoluogo comunale, che hanno spinto ieri mattina gli studenti a uno sciopero in massa. I 180 ragazzi – una cifra sostanziosa visto che l’istituto ne raccoglie 190 – si sono riversati dapprima sotto l’edificio di via Carducci nell’orario di ingresso alle aule, poi hanno attraversato il corso e infine sono andati a esprimere il loro dissenso di fronte al palazzo municipale di piazza del Plebiscito, dove a gran voce è stato chiesto un colloquio con il primo cittadino.

Erano circa le nove quando Monica Paffetti - che tra le altre deleghe ha proprio quella alla cultura e pubblica istruzione - ha incontrato una rappresentanza studentesca per una chiacchierata sulla questione che ha spinto tanti giovani allo sciopero. Una discussione che però non è stata esaustiva quanto avrebbe dovuto. Gli studenti hanno scelto candidamente la strada più diretta alla soluzione interpellando la politica locale, quando in realtà l’organo competente per la manutenzione degli edifici di istruzione superiore, nonché il soggetto che davvero si occupa dei rispettivi costi di gestione, è la Provincia di Grosseto. Non risulterebbe pertanto possibile, da parte del Comune, intervenire in via diretta sugli impianti. L’amministrazione ha comunque tentato di rassicurare i ragazzi ponendosi come tramite tra ente provinciale e scuola per trovare una soluzione in tempi ragionevoli. Ancora indignati e senza risposte immediate alla mano, gli studenti sono dunque ritornati sotto la scuola professionale per riportare ai compagni e ai professori quanto appreso poco prima dal sindaco. Una decisione matura e responsabile, secondo alcuni docenti, che non biasimano l'atteggiamento dei molti scolari che non dispongono neanche di servizi basilari che una scuola dovrebbe fornire, e sono costretti spesso a seguire le lezioni indossando un abbigliamento poco consono ad un luogo chiuso, giacca e guanti. «Le pareti del secondo piano sono alte – riporta la professoressa Donati – e se i riscaldamenti vengono spenti troppo presto le classi si gelano. Trovo che questi ragazzi siano davvero esasperati». Un’azione troppo impulsiva è invece la risposta del preside, il quale asserisce che avrebbe preferito essere avvertito proprio dai suoi alunni su quanto stava accadendo «Hanno tutti i miei contatti – dice Enzo Sbrolla – e per qualsiasi cosa mi sono sempre reso disponibile. Avrei voluto che, prima di andare dal sindaco, fossero venuti da me. Se non altro avrebbero capito che il comune non ha responsabilità da questo punto di vista».

Sbrolla si trova in disaccordo con il gesto di scioperare e con le tattiche poco attendiste dei propri allievi, ma di certo non se la sente di affermare che tutto funzioni nel modo migliore: «a burocrazia serve, son d’accordo, ma rallenta veramente tutto. Siamo in continuo contatto con la Provincia per cercare di risolvere ogni giorno piccoli problemi che diventano grandi per seguire ogni volta la dovuta prassi. Capisco che i ragazzi siano stanchi». E il fatto di essere giovani li caratterizza anche meno pazienti. Intanto, ieri, dopo la manifestazione, le classi sono rimaste semivuote; del resto non sarebbe stato uno sciopero. Rimane però il fatto che gli istituti superiori non godano di grandi attenzioni e finanziamenti.

Quello di via Carducci e del suo stato non sfugge certo a questa logica, pur essendo una struttura ad altissima frequenza nel cuore di Orbetello, e quindi sotto gli occhi di tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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