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Muore Letizia Franchina stroncata dalla polmonite

Muore Letizia Franchina stroncata dalla polmonite

L’ex vicesoprintendente ai beni archeologici di Siena e Grosseto aveva 70 anni Il dolore del sindaco di Scarlino, Bizzarri: «Era un autentico vulcano»

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Era un personaggio da conoscere, Letizia Franchina. Con i suoi grossi occhiali color fumo, la sua stazza possente e la sua mente in costante fermento. Una donna che, come ha sempre spiegato lei stessa, ha vissuto due vite: una casa e lavoro, l’altra piena di intensità e interessi.
Se n’è andata nella notte tra venerdì e sabato, quando quella che sembrava una normale polmonite è peggiorata in qualcosa di troppo forte per il suo cuore. Aveva 70 anni, Letizia Franchina. Li aveva compiuti ad aprile e per l’occasione aveva affittato l’intera struttura del Cottolengo, a Scarlino, invitando tutto il paese. «Era un vulcano» ricorda un provato sindaco Maurizio Bizzarri, che nel giro di poco tempo si trova a dare l’addio a un altro assessore, dopo la morte di Enio Zanaboni. Letizia era al secondo mandato in carica con la delega alla cultura nella giunta scarlinese. Un ruolo che aveva assunto quasi per gioco anni fa, quando la fascia tricolore la indossava Alduvinca Meozzi. «Quando vado in pensione vengo a farti da assessore» le disse un giorno. E così ha fatto: terminato il suo lavoro di vice-sovrintendete ai beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto, ha fatto il suo ingresso nella vita del piccolo paesino maremmano, con forza e tanto entusiasmo.
«Era una persona piena di vita, nella mente e nello spirito» ricorda Bizzarri. Due lauree nel curriculum e una cultura generale da far impallidire professori e intellettuali, la Franchina è stato un personaggio unico nel suo genere. Nel suo ruolo di soprintendente ha portato avanti battaglie importanti e come assessore è stata un uragano di idee. L’ultima che aveva partorito era “la festa dei Maya”, da mettere in scena a Scarlino per il 21 dicembre. Tutto però è finito la notte tra venerdì e sabato. «L’ultima volta che l’ho vista è stato per la giunta del 7 dicembre. Non ne saltava una. – spiega il sindaco scarlinese – Nei giorni scorsi era andata a Trento a trovare suo figlio, quando ha iniziato a sentirsi male. Il marito così ha deciso di farla ricoverare all’ospedale Le Scotte di Siena, visto che la loro casa è a San Miniato».
Ma su quel lettino le sue condizioni sono andate peggiorando. La polmonite ha fatto posto a una pleurite, che il suo cuore, già provato da vecchi problemi di salute, come il diabete, non ha retto.
I funerali di Franchina si terranno martedì sempre nella Città del Palio, nella chiesa dell’Onda, dov’era stata battezzata come contradaiola. «Vent’anni fa Letizia ha dovuto subire un’operazione alla testa. – racconta Bizzarri – Lei era convinta di morire sotto i ferri. Così da quando si è svegliata, ha sempre detto di aver vissuto due vite: una casa e lavoro e l’altra piena di interessi e voglia di fare».
E ne ha fatte tante, la Franchina. Ha creato e ha combattuto. C’è il contenzioso aperto con gli eredi di palazzo Guelfi a Scarlino, accusati dall’assessore di aver fatto sparire i resti del passaggio di Giuseppe Garibaldi da quelle stanze. Ma ce ne sono altri ben più significativi. Come soprintendente è finita a processo per aver bloccato una lottizzazione a Punta Ala a tutela di vincoli paesaggistici. Siamo nella Punta Ala degli anni ’80: stiamo parlando di lavori da centinaia di milioni dell’epoca. Lei però non si è mai scoraggiata ed è andata avanti con la sue idee, senza nascondere la dovuta preoccupazione per l’esito del processo. Alla fine ha vinto e di quella lottizzazione non se n’è fatto di niente.
 

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