Italia
I tifosi rossoblù salutano Lotito con un «forza Roma»
Botte tra gli ultrà della Salernitana nel settore ospiti Nel borgo metallifero una giornata di calcio e colore
GAVORRANO. Sciarpe, cori, botte, poliziotti e vip in tribuna. Così, in un piovoso pomeriggio di dicembre, Bagno di Gavorrano si ritrova palcoscenico di una trasferta ultrà degna della serie A.
Una giornata particolare per i residenti della piccola frazione mineraria, contraddistinta sin dalla mattina da strade chiuse e camionette dei carabinieri.
Le notizie che arrivano dalla Campania infatti invitano alla prudenza: da Salerno sono partiti centinaia di tifosi a seguito della squadra granata. Alla fine però, come tutti si aspettavano, non c’è nulla da segnalare, né incidenti né danni. Certo, qualche baruffa c’è stata e anche piuttosto violenta. Ma tutta racchiusa nel settore ospiti, con i tifosi salernitani pronti a scannarsi tra di loro in puro stile ultrà. Niente di nuovo, per chi è abituato a frequentare gli stadi di un certo calibro.
Una bella novità però per una realtà come Bagno di Gavorrano.
E mentre i sostenitori granata si picchiavano tra di loro, in tribuna quelli rossoblù gridavano «forza Roma» a Claudio Lotito, presidente sia della Salernitana che della Lazio. Una giornata particolare. Di quelle come si vedono nelle grandi piazze del calcio. Ci sono comunque dei precedenti al Malservisi-Matteini, dove sono arrivate in diverse occasioni il Pisa, il Perugia e il Catanzaro, seguite da centinaia di tifosi. Così, forti di queste esperienze, sia la questura che il Comune hanno preparato la partita ancor prima di mister Buso.
Le strade nei dintorni dello stadio sono piene di uomini della polizia, carabinieri e guardia di finanza e solo per circoscrivere la zona sono state utilizzate più di 200 transenne, arrivate anche dai Comuni di Scarlino e Montieri. Dentro al Malservisi-Matteini, poi, la società rossoblù ha reclutato 40 steward per sorvegliare le tribune. Insomma, un sistema importante, che all’inizio serve solo per dare le indicazioni ai primi gruppi di tifosi della Salernitana, composti da famiglie e bambini armati solo di panini e sciarpe granata. Quando manca mezzora al fischi d’inizio però arrivano pullman con dentro tutt’altri personaggi: sono uomini e ragazzi allegri, chiassosi e dall’alito leggermente alcolico. Sono circa 300. Sono gli ultrà.
Entrano e subito colorano la tribuna con striscioni e bandiere granata, lanciando cori per la loro città. L’arbitro da il via ai giochi e nel settore ospite parte la rissa tra tifosi. Un gruppetto, arrivato in un secondo momento, infatti entra in contatto con la fetta più nutrita dei supporters salernitani. Pugni, calci e salta fuori anche qualche spranga. Il tutto dura soltanto qualche minuto: rissa breve ma intensa. Sono gli stessi capi della curva a riportare la calma tra i due gruppi. «È uno stile di vita che nessuno cambiare potrà. – parte il coro sulle note della Marsigliese - Siamo fieri di essere ultrà». Intanto, tra il primo e il secondo tempo, fa la sua apparizione in tribuna il presidente della Salernitana Claudio Lotito, per una tappa in Maremma prima di raggiungere Roma dove in programma c’è Lazio-Inter. La voce non fa in tempo a circolare che i giornalisti lo circondano, ma lui riesce bene a dribblarli nascondendosi dietro una discussione al cellulare. «Scusate signori, facciamo dopo» dice. Ma della sua conversazione telefonica poco importa a un tifoso del Gavorrano, che non riesce a trattenersi e appena lo vede grida «forza Roma», giocando sulla rivalità calcistica capitolina. Lotito lo sente e sorride, mentre il tifoso riceve i complimenti dei vicini di poltroncina in tribuna.
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