Il Tirreno

Grosseto

Amiata unita per uscire dalla crisi

di Fiora Bonelli
Amiata unita per uscire dalla crisi

Proposte e suggerimenti scaturiti dal meeting del Consorzio fidi degli artigiani della montagna

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MONTE AMIATA. E' stato un bel meeting, quello messo in piedi dal Consorzio Fidi degli Artigiani di entrambi i versanti amiatini (il Caaf) a Piancastagnaio in occasione del trentennale della sua fondazione. Oltre cinquanta gli amministratori locali, i rappresentanti degli istituti di credito e gli artigiani che hanno risposto all'invito rivolto dal Cda del consorzio a partecipare alle “Riflessioni sul futuro dell'Amiata”. Il convegno, oltretutto, ha rappresentato la prima occasione pubblica per discutere sulla concreta prospettiva di una montagna che potrebbe ritornare unita, come da più parti politiche si sta chiedendo. Il Caaf nacque nel 1982, ha sedi a Piancastagnaio e Castel del Piano, ha oltrepassato la soglia dei 1.000 soci e concede garanzie su prestiti ad oltre 400 aziende all'anno per un totale di circa 20 milioni di euro. Nato come struttura unitaria tra i comuni amiatini di Siena e Grosseto tale è rimasta nei suoi trenta anni. Per questo da essa è giunto un segnale chiaro: «al netto della scelta sulla sede, sia che tocchi a Siena sia che tocchi a Grosseto, una Amiata (ri)unita potrebbe portare concreti benefici a tutti» ha sintetizzato Luciano Tortelli, presidente del consorzio. Quella della riunificazione non è stato comunque l'unico spunto (peraltro condiviso da chi è intervenuto) offerto al dibattito. Sullo sfondo della crisi («una crisi pesante, che coinvolge profondamente le nostre imprese») sono state lanciate varie proposte: la necessità di mantenere alto l'impegno sulla viabilità (nonostante le ristrettezze introdotte dal patto di stabilità e il venir meno del sostegno della Fondazione Mps) o come quella di cercar di fare degli investimenti dell'Enel (140 milioni di euro) una concreta occasione di sviluppo, puntando alla creazione di un presidio tecnologico di eccellenza in campo energetico. Oppure l'invito rivolto alle banche a collaborare in maniera sempre più stretta – anche attraverso il Caaf – per sostenere l'apparato produttivo locale in questo momento di grosse difficoltà. Ed accanto alle proposte anche la pressante richiesta di un contenimento della pressione fiscale- anche a livello locale – agendo sulla riduzione delle spese più che sul fronte delle entrate. Chiamati in causa amministratori e banche non si sono sottratti al confronto. Molti gli interventi tra cui Agnorelli (sindaco del comune ospitante) Landi (sindaco di Arcidosso e presidente della conferenza dei sindaci), Marri (Bpe), Vantaggiati (Mps), Ulivieri (presidente dell'Unione grossetana), Parodi (presidente Cna di Siena), Balocchi (assessore provinciale di Grosseto) e Massimo Guasconi (presidente della Cciaa di Siena). Presenti anche altri amministratori tra cui Verdi e Balocchi, sindaco e vicesindaco di Santa Fiora ed esponenti delle altre banche. Molti semi gettati che meriterebbero di essere ripresi ed approfonditi in sessioni specifiche, come ha sottolineato Renzo Alessandri, direttore della Cna di Grosseto.

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