Il dolore
«A Scarlino nessun passo avanti»
Quando si dice inceneritore si dice polemica. Che a Scarlino, non è mai mancata. Non è piaciuta la risposta data sulla questione inceneritore dal Comune. L’opposizione non si è lasciata sfuggire le...
Quando si dice inceneritore si dice polemica. Che a Scarlino, non è mai mancata.
Non è piaciuta la risposta data sulla questione inceneritore dal Comune. L’opposizione non si è lasciata sfuggire le parole dell’amministrazione sulle nuove autorizzazioni.
Il gruppo “La rinascita di Scarlino” contesta la posizione assunta dall’amministrazione comunale collinare in merito alla compatibilità ambientale dell’impianto, plaudendo invece al governo di Follonica per la natura corale del ricorso al Tar recentemente presentato. «Purtroppo non siamo riusciti a creare una situazione analoga anche a Scarlino – conferma Michele Marchiani – siamo giunti a un nulla di fatto spiacevole alla luce del fatto che il nostro è il comune che ospita detto impianto che è pronto a tornar a funzionare per giunta con un’autorizzazione più favorevole per l’azienda in merito ai limiti quantitativi e alla natura del materiale destinato a incenerimento». Secondo il gruppo consiliare, il comune di Scarlino ha un ruolo importante e speciale volto alla tutela della salute pubblica, soprattutto in considerazione dei dati emersi dall’ultima indagine epidemiologica descritti nel report conclusivo del 26 luglio scorso. «Non possiamo limitarci al mero ruolo di attori nella conferenza dei servizi, inoltre ci ha deluso molto la scelta di limitare la valutazione in merito alla nuova autorizzazione a un “sintetico contraddittorio” estivo effettuata dalla Provincia. Restiamo increduli di fronte al fatto che, a un passo dall’avvio dell’impianto, per quanto ne sappiamo noi ancora non esiste una convenzione con una discarica autorizzata per depositare l’imponente quantitativo di ceneri e scorie, che ipoteticamente per la sola frazione solida ammonterebbe a 35000 tonnellate circa e che devono essere trattate come rifiuto speciale. Non siamo a conoscenza dell’esistenza di discariche con adeguate caratteristiche d’impermeabilizzazione nella nostra provincia, anzi: ci sembra di ricordare che in passato talvolta siano state illegittimamente utilizzate vecchie miniere dismesse per questo scopo. Infine esistono anche emissioni gassose e rifiuti liquidi, solamente monitorati i primi e trascurati i secondi. Anche per questo non ci sentiamo tranquilli – conclude Marchiani - e tantomeno ci faremo da parte».
Michele Nannini
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