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Seminudi in centro contro le pellicce: denunciati

Seminudi in centro contro le pellicce: denunciati

GROSSETO. Un flash mob in abiti adamitici con lo slogan “meglio nudi che in pelliccia” ha fatto finire sotto indagine due animalisti, che adesso rischiano l’arresto fino a un anno. Il verbale di...

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GROSSETO. Un flash mob in abiti adamitici con lo slogan “meglio nudi che in pelliccia” ha fatto finire sotto indagine due animalisti, che adesso rischiano l’arresto fino a un anno. Il verbale di identificazione, che precede l’avviso di garanzia, contesta la violazione dell’articolo 18 del Tulps, ovvero il “mancato avviso di riunione in luogo pubblico”. Il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza fu istituito con decreto regio nel 1931, in pieno ventennio fascista, e, sebbene in età repubblicana abbia subito numerose modifiche, quell’articolo è rimasto lo stesso di ottantuno anni fa. Un passaggio riporta alla mente la celeberrima squadra buoncostume: «Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo». Ma l’avvocato dei due, Caterina Tozzi, sottolinea che «l’aver camminato seminudi non è fra le ipotesi di reato». Oltre al pube coperto, «avevamo anche l’autorizzazione per il banchetto informativo – racconta Paolo Rossi, uno dei due indagati – e non capisco perché ci contestino il mancato preavviso». Rossi ripercorre le fasi di quel pomeriggio del 24 novembre. «Come avviene da due anni a questa parte, abbiamo allestito un gazebo all’inizio di corso Carducci per sensibilizzare i cittadini sulla sofferenza animale che c’è dietro ad ogni capo in pelle». Data la centralità del luogo, sarebbe impossibile passare inosservati. «E infatti avevamo il permesso della Questura. Normalmente mostriamo video dello sfruttamento animale negli allevamenti e distribuiamo volantini per instaurare un dialogo con i cittadini». Quel giorno però fu deciso di sperimentare una nuova forma di divulgazione del messaggio animalista. «Abbiamo organizzato una performance artistica – spiega Rossi – per cui otto di noi hanno sfilato per le vie del centro coperti, a parte dalla biancheria intima ovviamente, solo da cartelloni recanti slogan contro le pellicce». Durante la passeggiata ci sono state due soste davanti ad altrettante pelliccerie «ma senza infastidire nessuno. La prova della nostra buona fede sono le foto e i video nella pagina Facebook di Associazione di idee. Se avessimo avuto qualcosa da nascondere, non li avremmo divulgati».

Lorenzo Santorelli

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