Sicurezza
Mabro, mille capi in più per pagare gli stipendi
Incontro in Regione: entro Natale verrà versato il saldo di ottobre Annunciata per martedì la firma di un nuovo contratto che porterà lavoro
GROSSETO. Contratti firmati sul tavolo dell’assessore regionale Gianfranco Simoncini non ne sono stati presentati. Ma le trattative che Barontini sta portando avanti con alcune società per dare finalmente stabilità alla Mabro, potrebbero essere dietro l’angolo. Martedì si potrebbe finalmente mettere una firma di quelle che possono cambiare le cose, e far arrivare nello stabilimento almeno altri mille capi da cucire, oltre a quelli per i marchi storici e fidelizzati come Louis Vuitton. E poi ci sarebbe l’accordo, anche questo già cosa quasi fatta, con un altro marchio del territorio interessato a utilizzare la rete commerciale della Mabro per vendere i propri capi. Accordo che potrebbe trasformarsi, nel giro di poco tempo, in quella partnership che servirebbe a portare liquidità e ordini all’azienda.
Ma ci sono anche gli stipendi, che ancora non sono stati pagati e le preoccupazioni dei lavoratori che ieri alla Regione hanno fatto una richiesta precisa. Nel caso in cui si arrivasse al fallimento di Abbigliamento Grosseto, hanno spiegato i rappresentanti della rsu Cgil, a Simoncini è stata chiesta l’attivazione della legge Prodi, che garantirebbe l’impegno del ministero nella ricerca di un successore all’imprenditore pratese.
Un’eventualità questa, che chi era seduto a quel tavolo, vorrebbe però scongiurare. «Prendiamo atto - ha detto Simoncini - di quanto Abbigliamento Grosseto ci ha comunicato riguardo ai nuovi assetti aziendali, con la nomina nei giorni scorsi come amministratore unico di Andrea Barontini. L'azienda ha inoltre comunicato che salderà alle lavoratrici lo stipendio di ottobre ed un acconto su quello di novembre entro Natale. Alle dipendenti l'azienda chiede di proseguire con la produzione fino al 21 dicembre, in modo da rendere possibile dare risposta agli ordini più urgenti».
Grandi novità, a vederla così, sembrerebbero non esserci. E invece qualcosa di più dall’incontro di ieri è venuto fuori. Bisogna aspettare che vengano confermati gli ordini per i quali si sta trattando. «Quello su cui però non si può tornare indietro - dice Fabio della Spora, segretario della Femca Cisl - è il pagamento degli stipendi ai lavoratori. Anche loro hanno scadenze da rispettare». Scadenze che se non vengono onorate mettono in moto il meccanismo delle ganasce fiscali. E dei problemi che crescono.
A partire da gennaio, quindi, dovrebbero diventare realtà gli accordi con Jos. A.Bank e con Renomà.
«Lunedì mattina ci troveremo in assemblea - spiega Francesca Ferrari, rsu Cgil - e decideremo cosa fare. La società ci chiede di continuare a lavorare, ma qui lo stiamo facendo senza riscuotere».
La paura delle vestaglie azzurre è dover aspettare troppo. «Se i contratti si firmano a gennaio - aggiungono - è chiaro che i soldi cominceranno ad arrivare a giugno. E non possiamo resistere così tanto».
Preoccupazione legittima, che va ben al di là delle liti tra dipendenti, delle accuse incrociate e del tira e molla con la società. Barontini ce la sta mettendo tutta per andare avanti e per ritagliarsi quegli spazi sul mercato che l’azienda di via Senese, per qualità, meriterebbe. «Se martedì c’è la firma su quel contratto - aggiunge Della Spora - noi non possiamo far altro che esserne contenti».
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