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Violenza, la donna ritratta «Rapporti consenzienti»

Violenza, la donna ritratta «Rapporti consenzienti»

Soltanto botte nel casolare, forse una vendetta per il rifiuto ricevuto quella sera Il romeno di 45 anni resta comunque in carcere per l’ipotesi delle lesioni

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Ha ritrattato la donna romena che due settimane fa aveva fatto arrestare un connazionale con l'accusa di violenza sessuale: «I rapporti erano sempre stati consenzienti e quella notte ci furono soltanto botte», ha detto al pm Laura D'Amelio che ha subito chiesto la revoca della misura cautelare cui Grigori Cirnati, 45 anni, era stato sottoposto, pur se l'arresto non era stato convalidato per mancanza della flagranza. Il gip Marco Bilisari ha subito accolto la richiesta ma ha disposto che Cirnati debba comunque restare in cella per rispondere dell'altro reato contestato, quello di lesioni. Nessuna violenza sessuale, dunque.

Ma cosa ha raccontato di nuovo la donna durante l'interrogatorio cui si è sottoposta mercoledì? A mente più lucida, la romena ha ricostruito non solo quella notte ma anche quelle precedenti. Quando tutto era filato liscio e quando i rapporti erano stati consenzienti, tutte le sere, anche se entrambi potevano aver alzato il gomito. E quella sera? Quella sera, intorno alle 19, i due erano rientrati nel casolare dove l'uomo aveva dato ospitalità alla donna da qualche giorno. Lei era nel periodo mestruale e non voleva avere rapporti: «Lui però insisteva, pretendeva almeno rapporti orali». Lei si era comunque rifiutata ed era salita al piano di sopra, sdraiandosi sul pavimento per poter trascorrere la notte. Lui, invece, era rimasto in cantina e qui dovrebbe essersi addormentato. Almeno fino a una certa ora. Perché all'improvviso lei era stata svegliata: «Mi ha tirato giù per le scale fino alla cantina. E qui mi ha picchiato, anche con dei pugni alla testa. Io cercavo di rialzarmi dal materasso ma non ce la facevo».

Verosimilmente, ha detto ancora la donna al pm, lui voleva vendicarsi del rifiuto ricevuto e solo per quello: botte per ritorsione, non per violentarla, insomma. «Mi ha colpito con una specie di cacciavite alla testa, perdevo sangue. Con un cacciavite, non con una sbarra», ha precisato di fronte alla contestazione rispetto alla prima versione resa. «Poi gli ho dato una spinta e sono riuscita a scappare». Poco dopo (erano le 3 di notte) l'avevano trovata i carabinieri, nei pressi del cimitero di Follonica. Rintracciato, Cirnati era stato arrestato. Al giudice che lo aveva interrogato aveva dato la sua versione, negando le violenze sessuali e spiegando di aver caso mai colpito solo perché aggredito. Una versione che adesso combacia in molti particolari con quella della donna, ritenuta attendibile dal gip che aveva già comunque inquadrato il possibile rifiuto come causa scatenante della lite. E' probabile che adesso il difensore Romano Lombardi proponga appello al Tribunale del riesame per la revoca della misura per le sole lesioni, ritenuta eccessiva in rapporto alla contestazione. E che la donna venga chiamata a rispondere della gravità delle sue dichiarazioni iniziali.

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