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Grosseto

Stoppa: «Già fatti decine di interventi anti alluvione»

ORBETELLO. Gran parte degli interventi di ripristino e di messa in sicurezza relativi ai danni dell’alluvione di metà novembre sono già stati avviati o lo saranno a breve in tutto il comprensorio...

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ORBETELLO. Gran parte degli interventi di ripristino e di messa in sicurezza relativi ai danni dell’alluvione di metà novembre sono già stati avviati o lo saranno a breve in tutto il comprensorio interessato: questo quanto emerso due giorni fa a Firenze in una riunione tra amministrazioni locali del grossetano ed il presidente della regione Toscana Enrico Rossi che ha ancora una volta sottolineato la necessità di dare una risposta tempestiva alle emergenze, aprendo i cantieri il più presto possibile. Ben 224 opere, delle 295 totali previste in Toscana e finanziate tramite i nuovi stanziamenti regionali, riguardano la provincia di Grosseto con in prima linea i comuni della zona sud, Orbetello, Monte Argentario e Capalbio dove si è partiti da una situazione di grave disagio ambientale, gettando però i presupposti per una veloce reazione con circa il 40% degli interventi programmati che già sono in atto. Il territorio più disastrato è quello orbetellano dove, per il timore di una nuova ondata di piena, che potrebbe scaturire da ulteriori episodi di maltempo invernale, sono già stati molti i lavori eseguiti dal Consorzio Bonifica grossetano ed Osa- Albegna: «Si è proceduto alla ricostruzione del lato sinistro danneggiato dell’argine del torrente Magione, dalla zona del Priorato fino a Polverosa – comincia a spiegare il vice sindaco Marcello Stoppa – poi si è passati alla richiusura della breccia aperta per far defluire meglio le acque nei pressi della foce, sul lato sinistro dell’Albegna, sono stati rimessi in funzione i motori delle idrovore delle Saline e di Camporegio risistemato il canale adiacente l’aeronautica ad Albinia, così come tutto il reticolo dei fossi secondari nelle zone del Guinzone, Poggio Giardino, La Barca e Piano Grande».

Sempre nel comune di Orbetello, ma più a nord nella zona di Fonteblanda si è provveduto a ricomporre tre strappi in altrettanti argini dei fossi scolmatori che confluiscono nella baia di Talamone: il più problematico quello che ha causato l’invasione delle acque sull’Aurelia a Banditella, costringendo l’Anas alla chiusura della statale per qualche giorno. Sul mare si è poi cominciato a ripristinare l’argine tra Talamone e Fonteblanda che era stato danneggiato dalle mareggiate. Al Monte Argentario, invece, sono già state emesse le delibere per la progettazione di tre opere di sicurezza: «Abbiamo già attuato la ripulitura degli alvei di molti fossi del Monte Argentario, e rimosso una frana sulla bretella cantoniera ed ora stiamo progettando la messa in sicurezza del fosso del Campone, del fosso del Pozzarello e della strada Bretella Cantoniera». Altro comune sul cui territorio sono stati vari gli interventi è quello di Capalbio, dove si è intervenuto su fossi e canali scolmatori.

Sabino Zuppa

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