Il Tirreno

Grosseto

Monaci: «Non ci sono soldi per fare le manutenzioni»

di Maurizio Bernardini
Monaci: «Non ci sono soldi per fare le manutenzioni»

La rabbia dell’assessore ai lavori pubblici per le proteste dei cittadini «Transenne spesso inevitabili, ma non ci possono accusare anche del ghiaccio»

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GROSSETO. «Di quattrini per le manutenzioni non ce ne sono. Chiamate l’uomo ragno»: è furibondo Giuseppe Monaci, assessore ai lavori pubblici più volte al centro di polemiche nel primo scorcio del Bonifazi bis. L’esponente socialista sbotta contro i suoi stessi concittadini: «Leggo di continue lamentele. Le manutenzioni sono anche la mia priorità. Ma possibile che non ci si renda conto che di soldi non ce ne sono?»

E poi: «C’è il brutto vizio di lagnarsi e dare la colpa all’amministrazione, anche quando proprio non ce l’ha. Tutti i giorni mi trovo a dover fare i conti con cittadini che riversano contro noi i loro disagi». Di esempi non mancano.

Ghiaccio. La lista delle questioni sollevate dall’uomo – non ragno, ma quello della giunta - parte dall’emergenza freddo. In questi giorni, oltre alle temperature, ad andare a picco sono stati diversi grossetani. Tutta gente scivolata a causa del ghiaccio mattutino e finita all’ospedale. Ma se qualcuno cade e si fracassa le ossa non può certo dare colpa al Comune: «Anche stamani – ieri per chi legge ndc – abbiamo sparso le strade di sale. Non so cos’altro dovremmo fare. Siamo in inverno, fa freddo e si crea il ghiaccio. È normale».

Istia. «Alcuni cittadini si sono lamentanti per come sono stati gestiti gli allagamenti a Istia ponte. Ma il Comune non può andare a pulire gli interni delle case. Quindi non so di cosa si lagnino. Lì la colpa è di chi ha dato i permessi a costruire case attaccate al fiume».

Ciclabile. Riqualificare la ciclabile è uno degli obiettivi nella mente dell’assessore. Sì, perché la pista che porta a Marina, oggi, non è messa affatto bene: «È in condizioni pietose, un vero schifo. Ma anche in questo caso non è certo colpa nostra. Se a così breve tempo dalla sua costruzione è in questo stato significa che non è stata fatta come si deve».

Transenne. «Tutti si lamentano delle transenne abbandonate in città. Certo, in molti casi sono lì da tempo e non è un bello spettacolo. Ma prima di protestare, magari c’è da chiedersi come mai opere realizzate di recente cadano già a pezzi. Certo che se io non ho neppure un euro per fare interventi l’unica via è quella di prendere la transennaccia rugginosa e piantarla lì. Altrimenti va a finire che c’è chi ci casca e poi ci denuncia».

Pozzi. Altro giro altra corsa: questa volta le lamentele che proprio non vanno giù all’assessore sono quelle di chi utilizza i pozzi pubblici: «La reazione della gente è incomprensibile: usufruire dell’acqua comunale per annaffiare il verde privato è stata una pratica portata avanti sin troppo. È il momento di capire che siamo in crisi e che ognuno deve fare il suo. Ecco perché ci stiamo dando da fare, studiando le oltre diecimila utenze presenti in città. Ognuno pagherà in base a quanto consuma».

Ascensore. Un ultimo punto lo segnaliamo noi: la ripartenza dell’ascensore arrugginito che dovrebbe trasportare la gente tra il piano terra del Cassero e via Saffi era stata annunciata dallo stesso Monaci quasi un anno fa. Si arrivò anche a una delibera di giunta in cui era indicato l’importo dell’opera – seimila euro – e la ditta che avrebbe dovuto compierla - la Otis servizi srl – ma tutto è ancora fermo: «Abbiamo dovuto ordinare in fabbrica dei pezzi, è saltato il preventivo». Anche qui avere l’uomo ragno non sarebbe male.

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