Lutto
Monaci: «Non ci sono soldi per fare le manutenzioni»
La rabbia dell’assessore ai lavori pubblici per le proteste dei cittadini «Transenne spesso inevitabili, ma non ci possono accusare anche del ghiaccio»
GROSSETO. «Di quattrini per le manutenzioni non ce ne sono. Chiamate l’uomo ragno»: è furibondo Giuseppe Monaci, assessore ai lavori pubblici più volte al centro di polemiche nel primo scorcio del Bonifazi bis. L’esponente socialista sbotta contro i suoi stessi concittadini: «Leggo di continue lamentele. Le manutenzioni sono anche la mia priorità. Ma possibile che non ci si renda conto che di soldi non ce ne sono?»
E poi: «C’è il brutto vizio di lagnarsi e dare la colpa all’amministrazione, anche quando proprio non ce l’ha. Tutti i giorni mi trovo a dover fare i conti con cittadini che riversano contro noi i loro disagi». Di esempi non mancano.
Ghiaccio. La lista delle questioni sollevate dall’uomo – non ragno, ma quello della giunta - parte dall’emergenza freddo. In questi giorni, oltre alle temperature, ad andare a picco sono stati diversi grossetani. Tutta gente scivolata a causa del ghiaccio mattutino e finita all’ospedale. Ma se qualcuno cade e si fracassa le ossa non può certo dare colpa al Comune: «Anche stamani – ieri per chi legge ndc – abbiamo sparso le strade di sale. Non so cos’altro dovremmo fare. Siamo in inverno, fa freddo e si crea il ghiaccio. È normale».
Istia. «Alcuni cittadini si sono lamentanti per come sono stati gestiti gli allagamenti a Istia ponte. Ma il Comune non può andare a pulire gli interni delle case. Quindi non so di cosa si lagnino. Lì la colpa è di chi ha dato i permessi a costruire case attaccate al fiume».
Ciclabile. Riqualificare la ciclabile è uno degli obiettivi nella mente dell’assessore. Sì, perché la pista che porta a Marina, oggi, non è messa affatto bene: «È in condizioni pietose, un vero schifo. Ma anche in questo caso non è certo colpa nostra. Se a così breve tempo dalla sua costruzione è in questo stato significa che non è stata fatta come si deve».
Transenne. «Tutti si lamentano delle transenne abbandonate in città. Certo, in molti casi sono lì da tempo e non è un bello spettacolo. Ma prima di protestare, magari c’è da chiedersi come mai opere realizzate di recente cadano già a pezzi. Certo che se io non ho neppure un euro per fare interventi l’unica via è quella di prendere la transennaccia rugginosa e piantarla lì. Altrimenti va a finire che c’è chi ci casca e poi ci denuncia».
Pozzi. Altro giro altra corsa: questa volta le lamentele che proprio non vanno giù all’assessore sono quelle di chi utilizza i pozzi pubblici: «La reazione della gente è incomprensibile: usufruire dell’acqua comunale per annaffiare il verde privato è stata una pratica portata avanti sin troppo. È il momento di capire che siamo in crisi e che ognuno deve fare il suo. Ecco perché ci stiamo dando da fare, studiando le oltre diecimila utenze presenti in città. Ognuno pagherà in base a quanto consuma».
Ascensore. Un ultimo punto lo segnaliamo noi: la ripartenza dell’ascensore arrugginito che dovrebbe trasportare la gente tra il piano terra del Cassero e via Saffi era stata annunciata dallo stesso Monaci quasi un anno fa. Si arrivò anche a una delibera di giunta in cui era indicato l’importo dell’opera – seimila euro – e la ditta che avrebbe dovuto compierla - la Otis servizi srl – ma tutto è ancora fermo: «Abbiamo dovuto ordinare in fabbrica dei pezzi, è saltato il preventivo». Anche qui avere l’uomo ragno non sarebbe male.
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