Il Tirreno

Grosseto

«Vuole l’ecografia? Venga nel 2014» E lei se ne va a Siena

di Fiora Bonelli

Lista d’attesa fuori da ogni logica a Castel del Piano «La ragazza del Cup ci ha consigliato: si rivolga altrove»

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CASTEL DEL PIANO. Più di un anno per un’ecografia, alla faccia del diritto alla salute del cittadino.

Che ci fossero le code per accedere a certi servizi ospedalieri della Asl 9, tutti lo sanno, ormai. Ma che per un’ecografia alla tiroide bisognasse aspettare il 2014, è una notizia che ha dell’inverosimile. In oltre un anno può succedere di tutto. E nessuna “spending review” può giustificare un’attesa del genere.

A nessuno sfugge, infatti, che se ci fosse in ballo una malattia seria, ci sarebbe il tempo di tirare il calzino. La signora Liliana, di Castel del Piano, quando al Cup, mercoledì mattina, si è sentita rispondere, per la sua richiesta di appuntamento per un’ecografia alla tiroide, che fino al 2014 non c’era nemmeno un posticino, è sbiancata.

Quindi si è arrabbiata e poi, senza indugio, ha cercato altre strade che non la portassero dritta dritta allo studio del privato e sborsare centinaia di euro.

Il fatto lo racconta, ancora sull’onda dell’indignazione, il marito di Liliana: «Stamani – dice l’uomo –, mia moglie ed io abbiamo richiesto questo appuntamento e di fronte alla risposta della ragazza addetta alle prenotazioni, non riuscivamo a credere alle nostre orecchie. Per un’ecografia tiroidea, occorre più di un anno. Mia moglie ne ha, invece, urgente bisogno. Non siamo riusciti a contenere la rabbia e la ragazza del Cup, mortificata per noi, ha lei stessa lanciato un suggerimento, quello di rivolgerci alla Asl di Siena. Qui, alla Asl grossetana, non c’è stato nulla da fare. Praticamente un esempio palpabile e sotto gli occhi di tutti, di malasanità. Altra definizione non si può dare. Perché il cittadino, che pure paga tanto di ticket, non ha la possibilità di usare un pubblico servizio, quello del suo territorio, della sua Asl di appartenenza. Il direttore Fausto Mariotti e gli altri vertici della Asl, ogni volta che dalla montagna arrivano lamentele per quello che si sta consumando nel nostro ospedale, i servizi scippati, i posti letto diminuiti, e tutto il resto, rispondono sempre che tutto va bene. Che ogni cosa funziona, che soprattutto la parte diagnostica è al top. Alle loro parole corrispondono, però, questi fatti. Dico che è vergognoso e basta. Ormai della salute del cittadino non interessa più a nessuno. Per lo meno qui da noi».

Il marito di Liliana è furibondo, e oltretutto, a sue spese, ha dovuto cercare altre vie e per fortuna una strada l’ha trovata: ecografia all’ospedale di Siena fra due mesi e mezzo. Là, evidentemente, sono più efficienti.

Non è subito, ma meglio del 2014 lo è di certo: «Seguendo il suggerimento della ragazza del Cup – prosegue il marito di Liliana – abbiamo telefonato personalmente all’ospedale di Siena, facendo presente la situazione e chiedendo, se possibile, un appuntamento. E’ stato possibile e dovremo recarci a Siena alla fine di febbraio. Lo faremo, per forza di cose e meno male che l’appuntamento ce l’hanno dato. Ma intanto il cittadino per un’ecografia deve spostarsi fino a Siena, quando lo stesso esame, pari pari, poteva essere fatto a Castel del Piano, come era una volta o, al massimo, a Grosseto, assai più comodo per noi dell’Amiata grossetana, dell’ospedale di Siena. Protesto vivamente per questa situazione, anche perché, per fare veloci, l’unico sistema sarebbe stato andare a farsi l’ecografia privatamente. Questo è il servizio sanitario pubblico, tanto decantato e fiore all’occhiello del territorio». Ma c’è la spending review e prima di tutto si tagliano i servizi...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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