Il Tirreno

Grosseto

Anziana messa in castigo e chiusa in camera Coppia a giudizio per maltrattamenti

Sono imputati di una serie impressionanti di maltrattamenti, dalle botte alle offese, fino a chiuderla in camera sua per impedirle di uscire. Vittima, secondo l'accusa, una donna oggi 91enne, che...

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Sono imputati di una serie impressionanti di maltrattamenti, dalle botte alle offese, fino a chiuderla in camera sua per impedirle di uscire. Vittima, secondo l'accusa, una donna oggi 91enne, che sarebbe stata sottoposta a una serie di angherie da parte di una coppia di grossetani, di 66 e 62 anni, con lei conviventi: la donna imputata è originaria dello stesso paese della Lucchesia in cui è residente l'anziana. Una brutta vicenda che stando alle conclusioni della Procura della repubblica sarebbe avvenuta negli ultimi tre mesi del 2010, in un appartamento della zona Cittadella di Grosseto. I due sono stati rinviati a giudizio dal gup Marco Bilisari per l'udienza del 24 giugno: sarà in quella sede che i due, assistiti dall'avvocato Marco Calò, dovranno chiarire i loro comportamenti.

Tutto era partito dalle querele presentate a cavallo tra il 2010 e il 2011 dai familiari e dalla stessa anziana. Stando all'accusa, i due avrebbero percosso la 91enne in varie parti del corpo, anche alla testa, arrivando a tenerla ferma per le braccia premendole un cuscino sul viso. «Stupida», «non capisci niente» le offese che le avrebbero rivolto a più riprese. La coppia le avrebbe anche impedito di avere contatti anche solo telefonici con i propri figli e i parenti. L'avrebbe mandata più volte «in castigo» in camera sua impedendole di uscire. I due imputati avrebbero anche minacciato di buttarla dalla finestra. Comportamenti che avrebbero provocato nella donna un durevole stato di sofferenza fisica e morale, tale da giustificare l'ipotesi di maltrattamenti.

Per capire con maggiore esattezza quale tipo di vicenda fossero di fronte, i carabinieri - che comunque erano intervenuti due volte tra il novembre e il dicembre 2010 - avevano ascoltato i firmatari delle querele mentre il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio aveva chiesto un incidente probatorio per "cristallizzare" la situazione, affidando al neuropsichiatra Romano Fabbrizzi la valutazione delle dichiarazioni rese dall'anziana in quella circostanza.

(p.s.)

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