Sicurezza
«Ufficio urbanistica, il tavolo tecnico deve continuare»
Il vicesindaco Limatola parla dello sviluppo di Roccastrada «Concentriamo tutti i nostri sforzi sul Madonnino»
ROCCASTRADA. Rilancio e discontinuità. Sono le due parole su cui insiste Francesco Limatola, vicesindaco di Roccastrada, uno dei comuni più estesi della provincia di Grosseto: sette campanili, un'area industriale che non decolla, problemi economici.
Sullo sfondo un partito, il Pd - che, nei numeri, si è molto ridotto. Limatola, 42 anni, nel partito è un punto di riferimento. Sta con Bersani ma piace anche ai renziani. Preparato sotto il profilo giuridico-amministrativo, incline alla mediazione più che agli estremismi, ha accettato di parlare di questa fase. «E' vero, devo ammettere che il Comune, in questa fase, può e deve fare di più. Dobbiamo migliorare. Essere più concreti. Non voglio parlare per slogan, non è nelle mie corde, ma sono convinto che un cambio di passo in questi ultimi 20 mesi di mandato sia indispensabile».
Cominciamo dalle primarie. Come è andata a Roccastrada?
«Anche qui ai seggi abbiamo accolto tante persone che per la prima volta approcciavano la politica. Tra esse molti giovani. Tutti chiedono cambiamento e innovazione, concretezza e apertura. La politica deve fare di tutto per ascoltarle e coinvolgerle. Io ho votato Bersani ma riconosco a Renzi il merito di aver reso "vere" le primarie e aver messo al centro del dibattito parole nuove e quel ricambio generazionale di cui non occorre solo parlare ma praticarlo».
Lei è assessore all'urbanistica ed è stato tirato dentro alle polemiche di queste giorni. Si attendeva lo sfogo di Calvellini?
«Preferisco rispondere con il senso di responsabilità, l'impegno e la concretezza. Quando ci sono problemi, e non ne nego l'esistenza, mi piace lavorare per risolverli. Da quando sono assessore all'urbanistica, cioè da poco più di un anno, ho spesso incontrato i tecnici per cercare insieme, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, le soluzioni possibili alle criticità con cui purtroppo dobbiamo fare i conti. Credo sia un metodo giusto e corretto che deve essere portato avanti, al di là delle posizioni personali di qualcuno. Per questo sto con i tanti tecnici che chiedono di continuare il tavolo di confronto, che non vogliono farlo saltare. Un rapporto di fiducia e collaborazione tra amministrazione, tecnici e ufficio è il punto di partenza per uscire dalla crisi che stiamo vivendo».
A che punto è il nuovo Piano?
«Il consiglio comunale ha approvato l'avvio del procedimento a luglio, che contiene già quadro conoscitivo, strategie e azioni di governo del territorio. E' in corso la verifica degli effetti ambientali e della sostenibilità delle scelte del piano strutturale, mentre è già pronta quasi tutta la parte geologica».
Una curiosità: ma i 100 ettari di fotovoltaico tra Civitella e Roccastrada si faranno o no?
«Per il Comune l’obiettivo,oltre alla produzione di energia pulita, era la costruzione di una filiera legata alle fonti rinnovabili con un insediamento al Madonnino e conseguente creazione di posti di lavoro. Deve essere chiaro che senza lavoro e produzione non c'è spazio per la sola rendita».
Secondo lei cosa si può pianificare, allora, nel territorio di Roccastrada?
«Nel governo del territorio occorre coniugare le esigenze della tutela e dello sviluppo. Io credo che gli sforzi vadano concentrati sul Madonnino. E' una questione di congiuntura ma la nostra area industriale decollerà. L'azione politica deve essere volta alla sua promozione, per attrarre investimenti e posizionarla rispetto all'evoluzione dell'economia. In tal senso il regolamento sarà rivisto per modificare le modalità insediative ed aprire a nuovi segmenti produttivi».
Roccastrada è uscita dalla Comunità montana Colline Metallifere, dove si condividevano servizi e gestione del personale. A molti è parsa una scelta infelice e affrettata. Lei cosa ne pensa?
«L'esperienza di Roccastrada nella Comunità montana Colline Metallifere si è chiusa, perché proiettare Roccastrada nel futuro significa collocarla nell'orbita grossetana con Civitella-Paganico e Campagnatico (in futuro - perché no - anche Scansano), con cui condividiamo identità storiche, vocazioni e già la stessa area sanitaria. Il punto è che occorre gettare il cuore oltre l' ostacolo e lavorare affinchè si concretizzino gli accordi per le gestioni associate dei servizi. La politica deve fare un salto di qualità liberandosi di reticenze e timidezze: in gioco ci sono i servizi ai cittadini, che dobbiamo cercare di mantenere costruendo ambiti ottimali e le giuste economie di scala».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
