Sicurezza
Tutti chiedono le primarie ma i tempi sono stretti
GROSSETO. Nel Pd, invece, all’ordine del giorno ci sono le primarie per scegliere il deputato. Le vogliono praticamente tutti. Da Marras a Sani, dalla Pinzuti a Simiani. Il problema, quindi sembra...
GROSSETO. Nel Pd, invece, all’ordine del giorno ci sono le primarie per scegliere il deputato. Le vogliono praticamente tutti. Da Marras a Sani, dalla Pinzuti a Simiani. Il problema, quindi sembra essere solo tecnico, legato ai tempi ristretti. Luca Sani è chiarissimo: «Dobbiamo fare le primarie e la Toscana farà la propria parte. I dubbi riguardano solo i tempi. Se il Capo dello Stato decide di accelerare e si dovesse votare davvero il 10 febbraio le liste andrebbero presentate il 5 di gennaio…». Sani tornerà certamente in pista: «Qualora gli organismi dirigenti del mio partito reputeranno che possa dare un contributo concreto alla causa del Pd sono disponibile a partecipare a primarie il più aperte possibili, che partano quanto meno dal neonato albo degli elettori del centrosinistra». A mettere un pizzico di polemica nella querelle sulle primarie ci ha pensato ieri il segretario Barbara Pinzuti, su Facebook: «Non ho sostenuto Renzi, ma ho apprezzato quello che é riuscito a fare. Per questo trovo molto triste che l’istanza di rinnovamento che si è aggregata intorno alla sua proposta si riduca alla corsa per un seggio in parlamento. Le primarie sono necessarie, tanto più con una legge elettorale come questa, ma i nomi che sento circolare non hanno niente di nuovo. Il rinnovamento é questione di sostanza, non di metodo. E chi lo chiede a gran voce dovrebbe praticarlo». Riferimento indiretto a coloro i quali, nei giorni scorsi, nei corridoi, avevano soffiato i nomi dei renziani Franco Ulivieri, Marco Simiani e Giampiero Sammuri come possibili concorrenti di Sani per il seggio della Camera in un eventuale confronto in primarie. Non usa mezze parole l’ex consigliere regionale Loriano Valentini: «Leggo sui giornali che per la scelta delle candidature del Pd al Parlamento non si terranno le primarie. Penso che se qualcuno cerca il suicidio politico questo rappresenta il modo giusto per realizzarlo». Un post che sintetizza perfettamente il pensiero della base Pd. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente provinciale di Arci, Christian Sensi: «Non è che se non si fanno le primarie per i parlamentari è vietato, al partito locale, individuare meccanismi di selezione dei deputati che coinvolgano la base». In queste ore Manciulli si trova a Roma, dove sono stati convocati da Bersani tutti i segretari regionali. Manciulli ha portato anche una lettera firmata da 200 dirigenti del Pd, tra cui diversi grossetani, in cui si chiede di trovare una soluzione. Le liste vanno presentate 35 giorni prima delle elezioni e secondo molti non è realistico organizzare le primarie durante le feste. L’alternativa è che il parlamentare grossetano venga deciso in una stanza, in via Svizzera, o peggio ancora a Firenze. Alessandro Militello, che a Grosseto ha governato le primarie Renzi-Bersani, è scettico: «Speriamo di farle. Noi siamo pronti di nuovo. Oggi ne sapremo di più, a partire da metodi e criteri». All’interno delle liste bloccate previste dal Porcellum fondamentale è la posizione del candidato. Se è in alto è quasi certamente eletto, se è in basso ha meno possibilità. Per mettere in fila i territori bisogna delineare un criterio e poi c’è la questione di genere, le quote rose. Sullo sfondo un altro pericolo: re-impantanarsi sulle regole. (g.b.)
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