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L’ultima giunta del Coni Capitani: «Scelta folle chiudere i comitati»
GROSSETO. E’ arrivato il giorno dell’ultimo ballo per il comitato provinciale del Coni di Grosseto. Il presidente Alessandro Capitani consegnerà oggi pomeriggio alle 18,30 stelle e palme ai dirigenti...
GROSSETO. E’ arrivato il giorno dell’ultimo ballo per il comitato provinciale del Coni di Grosseto. Il presidente Alessandro Capitani consegnerà oggi pomeriggio alle 18,30 stelle e palme ai dirigenti più meritevoli degli anni 2010-2011, da Benocci a Peronaci, da Forcelloni a Spallone. Poi la riforma voluta dal Coni nazionale chiuderà per sempre le porte della sede di via Bruno Buozzi.
Non ci sarà nemmeno il tempo di convocare un ultimo consiglio, per cui quello odierno sarà l’ultimo, amaro brindisi.
«Quella di chiudere i comitati provinciali – dice l’avvocato Capitani – è una scelta folle, che avrà pesanti ripercussioni su tutto lo sport locale. Andranno a morire tutte le iniziative intraprese con le scuole, tutti i progetti per il lancio delle varie discipline come Sportamico. Tutto passerà da Firenze e da Roma, ma il nostro patrimonio verrà meno».
«Ma la chiusura del comitato provinciale – aggiunge Capitani – porterà all’accantonamento di iniziative che caratterizzavano il lavoro a carattere provinciale, come i corsi di formazione per dirigenti e operatori sportivi; scompare il sostegno alla lotta al doping, quello contro la violenza negli stagi, ma anche il nostro appoggio ai grandi eventi locali. Eravamo un punto di riferimento per lo sport maremmano».
A Capitani, insomma, non va proprio giù la spending review decisa da Gianni Petrucci: «I risparmi che potrà l’eliminazione dei comitati provinciali saranno ridicoli. Considerato che i costi del personale rimarranno invariati, il Coni sarà alleggerito, nel nostro caso, di 40-50.000 euro all’anno, per i costi legati alle utenze e alla sede, visto che presidente e collaboratori sono volontari. A fronte di un finanziamento statale di 460 milioni si risparmierà l’8%».
Qual è la cosa che le ha fatto più male?
«La scelta è stata calata dall’alto, dimenticando i risultati conseguiti. A Roma però non si sono ridotti le spese… Sono profondamente amareggiato. Ho tentato di creare mobilitazione, ma ho trovato resistenza dalle strutture nazionali».
Presidente, cosa accadrà dopo il 31 dicembre?
«I nostri due dipendenti, Clelia Merola e Luca Verdini, che dopo 25 anni si vedranno stravolgere la vita, il 2 gennaio verranno trasferiti a Firenze, mentre io potrei essere nominato delegato provinciale, ma voglio capire come si svolgerà questa attività e mi riservo di valutare l’eventuale proposta».
Alessandro Capitani è in carica da 20 anni, dal 1982, quando sostituì Silvio Borgioli. «Ero il presidente più giovane – sorride – e lo sono ancora oggi».
Apriamo l’album dei ricordi. Quali sono state le soddisfazioni maggiori?
«Il punto più alto lo abbiamo raggiunto con le quattro medaglie olimpiche di Alessandra Sensini, di cui una d’oro. Ale è stata la nostra testimonial per anni. Mi piace sottolineare che Grosseto è arrivato a 35 federazioni. Manca praticamente solo l’hockey su prato e non posso dimenticare le iniziative legate al mondo della scuola, Giocosport e Sportamico, che hanno coinvolto tutti i territori della provincia. E mi preme sottolineare il nostro impegno in occasione delle due finali nazionali dei Giochi studenteschi di campestre, a Follonica. Nella prima vinse Stefano La Rosa, oggi azzurro e celebrato campione».
Quale momento sta attraversando lo sport grossetano?
«Lo definirei discreto, con qualche punto di eccellenza. Sono felice per la campionessa italiana di tennis Under 18 Valeria Prosperi e per la nomina di Alfio Giomi alla presidenza della Fidal. In Maremma ci sono molte luci ed una sola grossa ombra, il baseball, alle prese con una grave crisi d’identità. Questo sport da noi è in sofferenza. Per tanti anni Grosseto è stata la patria di tante grandi squadre e tanti campioni».
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