Il Tirreno

Grosseto

Barbiere muore dopo un mese di agonia

di Elisabetta Giorgi
Barbiere muore dopo un mese di agonia

Vittima di un incidente in moto, Emilio Sereni era ricoverato a Siena. Oggi avrebbe compiuto 69 anni

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GROSSETO. Lo consideravano il “barbiere motociclista”. È morto ieri dopo un mese di agonia a Siena; proprio oggi avrebbe compiuto 69 anni. Il cuore di Emilio Sereni, conosciutissimo ex parrucchiere grossetano appassionato di Yamaha, ha smesso di battere al policlinico Le Scotte di Siena dov’era ricoverato dal giorno dell'incidente.

Un mese di calvario trascorso tra momenti di lucidità e di coma, di operazioni e cure disperate che non gli hanno concesso scampo. Era il 10 novembre quando viaggiava in moto, la sua più straordinaria passione; la sua corsa stroncata a Preselle (vicino a Scansano) dopo un frontale con un’auto. «Strada maledetta», piange la figlia Sioli, fisioterapista a Villa Pizzetti che il padre volle chiamare così, 38 anni fa, in ricordo della moglie di un motociclista. «Mio padre adorava andare in moto - dice - l’ha sempre fatto fin da giovane; e anche quel sabato era uscito di casa per il consueto giro del week end».

Giro pazzesco tra curve e scorci mozzafiato in cerca di emozioni forti ma che termina sull’asfalto dopo una carambola. Succede all’altezza di una curva; e a casa la famiglia non lo vede tornare. «Siccome iniziava a far buio, era freddo e pioveva - ricorda Sioli - noi iniziamo a chiamare mio padre sul cellulare, tanto più che lui era cardiopatico. Ma non ci risponde. Mia mamma lo chiama più volte, insistendo perché lui aveva problemi all’udito, finché al telefonino non le risponde un’infermiera: “suo marito è qui al Pronto soccorso”. Uno choc». Sereni viene o portato al Misericordia dopo essere stato soccorso da 118 e carabinieri. In ospedale gli stabilizzano il bacino, ha varie fratture. Poi di notte i medici lo trasferiscono a Siena con l’elisoccorso Pegaso. E inizia un periodo d’inferno. Un mese di cure, di interventi e medicinali che si riveleranno palliativi. «Una serie di complicazioni che non lo vedono più tornare come un tempo: fratture, emorragie interne, la tremenda botta al bacino, i reni che non gli funzionano più, ischemie e problemi cerebrali, oltre ai problemi di salute che già aveva e che non lo hanno abbandonato». Un calvario che culmina ieri in ospedale a Siena dove, forse a seguito dell’ennesima emorragia interna, Emilio muore tra le braccia della famiglia che non l’ha abbandonato per un attimo. Non ancora fissato il funerale; subito dopo il corpo sarà cremato.

Uno choc per tutti, e che ha rapidamente percorso la città: a Grosseto Emilio Sereni era un barbiere conosciuto e proprio oggi avrebbe compiuto 69 anni. In pensione da 5 anni, per decenni aveva sistemato le acconciature di migliaia di grossetani, prima nello storico negozio di via Luca Signorelli dove ha lavorato per 30 anni anche in società con un altro barbiere, Fabio Goracci. Poi in via Emilia dove di Goracci era diventato dipendente dopo che quest’ultimo ne aveva rilevato l’attività. Una volta smesso di lavorare Emilio non ha mai rinunciato alle sue moto, anzi: appena possibile le tirava fuori dal garage per correva dove lo portava il cuore. «Non avrebbe mai rinunciato alla sua adorata girata del sabato. Ha sempre tenuto una moto in bottega - racconta Sioli - In particolare una Yamaha erre1, bellissima moto sportiva da strada su cui poi fatto l’incidente». Per ultimo la figlia lancia un appello: «Quel maledetto giorno pare che mio padre viaggiasse con un amico, un altro motociclista che lo seguiva e che dopo lo scontro non si è più fatto sentire. Se legge queste parole si faccia sentire, vorremmo capire come è andata...».

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