Sicurezza
I tecnici scaricano l’architetto Calvellini
Nessun muro contro muro con l’amministrazione: manca all’urbanistica la chiarezza normativa
ROCCASTRADA.
L’attacco frontale dell’architetto Roberto Calvellini a quegli amministratori che anche lui, da segretario del Pd, negli ultimi anni, ha contribuito a scegliere ed eleggere, ha lasciato strascichi pesanti a Roccastrada.
Calvellini non è un tecnico qualunque, non è uno spettatore del gioco, ma un protagonista di primo piano della vita politica locale da almeno 25 anni. Per 14 anni, tra il 1998 e il 2012, è stato il leader del partito di maggioranza. Adesso la sua uscita, dirompente, contro l’amministrazione e in particolare a danno dell’assessore all’urbanistica Francesco Limatola e dell’ufficio, risulta quanto meno sorprendente. E a Calvellini, che nella sua impietosa disamina, faceva riferimento a un malcontento diffuso tra i professionisti (ingegneri, architetti e geometri del territorio), replicano - prima ancora che gli amministratori – alcuni tecnici che erano presenti all’incontro, tra essi Enrico Basili. «Vogliamo evidenziare – spiega Basili – che lo sfogo di Calvellini è assolutamente a titolo personale. Non condividiamo il metodo e il tono, solo parzialmente il contenuto». «Per noi – proseguono i tecnici - era e resta fondamentale il rispetto dei ruoli. Le riunioni che si sono svolte con gli amministratori negli ultimi due anni e mezzo hanno permesso di evidenziare criticità e problemi, ma nessuno ha mai pensato che la medicina per risolvere la fase di empasse che stiamo vivendo fosse quello di mettere spalle al muro l’amministrazione e l’ufficio. Anzi, il gruppo di lavoro che si era a suo tempo creato qualche risultato (se pure minimo rispetto alle aspettative) è riuscito ad ottenerlo attraverso il dialogo con assessore e dirigente». Poi Basili e gli altri tecnici vanno oltre: «Non vi è dubbio che le pratiche, a Roccastrada ma anche altrove, hanno tempi lunghi (in media 5/6 mesi), che anche l’esame delle integrazioni, a volte, subisce ritardi che per un tecnico (ma soprattutto per il committente) possono sembrare eccessivi, inspiegabili. Eppure restiamo convinti che all’ufficio urbanistica di Roccastrada lavorino persone in gamba, competenti, disponibili, con le eccezioni che si riscontrano in ogni ambito. A nostro avviso la lentezza e l’incertezza nella definizione delle pratiche nasce a monte, da una scarsa chiarezza normativa. A valle semmai c’è un’insufficiente organizzazione. In questa materia, infatti, le regole previste dal Comune finiscono per configgere con quelle della Regione, a sua volta diverse da quelle nazionali. Una giungla in cui il tecnico rischia spesso di finire nel mirino e dove l’errore è dietro l’angolo anche per chi, preparato in materia, le pratiche se le ritrova sulla scrivania e ha paura di sbagliare».
Dei correttivi – secondo questi tecnici – si possono adottare «senza bisogno di sparare a chi comunque sta lavorando e soprattutto non può difendersi».
Quanto alla crisi edilizia che vive anche Roccastrada, «non si può certo addossare agli amministratori locali». «Nel nostro piccolo, non potendo noi modificare l’articolo 117 della Costituzione “Materie concorrenti”, a cui si connettono molti dei problemi urbanistici, unitamente alla burocrazia regionale mai superata, crediamo che per ripartire sia necessario uniformare i giudizi, snellire e accelerare le procedure, agevolare i pagamenti degli oneri di urbanizzazione attraverso dilazioni». Basili e gli altri tecnici sono convinti che non bisogna stravolgere l’ufficio urbanistica.
«Tra l’ufficio e i tecnici bisogna ripristinare la fiducia, la collaborazione. Ci deve essere buon senso da entrambe le parti. E la politica deve stare un gradino sopra…».
Gabriele Baldanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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