Il Tirreno

Grosseto

Gemelle palpeggiate Due tunisini condannati

Le ragazze erano state avvicinate mentre andavano all’oratorio parrocchiale Assoluzione per il furto del cellulare. L’episodio risale al novembre 2007

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MONTE AMIATA. Due condanne, ciascuna a due anni, per le carezze proibite di cui sarebbero rimaste vittime due gemelle di 13 anni, nel novembre di cinque anni fa.

Il collegio (Puliatti presidente, Compagnucci, Stramenga) ha ritenuto colpevoli due cittadini tunisini di 23 e 32 anni, abitanti sul Monte Amiata. Il collegio - che ha sospeso la pena a entrambi - ha riqualificato le contestazioni iniziali, riconoscendo le attenuanti come prevalenti sul fatto che le ragazze avevano meno di 14 anni. Entrambi sono stati comunque interdetti in perpetuo dagli uffici di tutela e curatela. E sono stati anche assolti dall’accusa del furto del cellulare di una delle due ragazze: il fatto non sussiste.

Secondo la querela, tutto era avvenuto un sabato sera del novembre 2007. Le due sorelle si stavano recando all’oratorio della parrocchia quando si erano accorte di essere seguite da due giovani extracomunitari: «Fermateci, aspettateci, veniamo con voi» avrebbero detto i due. Le gemelle non solo non avevano avuto alcuna intenzione di fermarsi ma avevano anzi accelerato il passo, incontrando poco dopo due amici che si erano fatti loro incontro dall’oratorio stesso. Una delle due ragazze, preoccupata, aveva spiegato ciò che era avvenuto. In quel momento sarebbero sopraggiunti i due stranieri che avrebbero chiesto alle ragazze di andare nel parco e pretendendo il numero dei loro cellulari. Quello più grande dei due, sempre secondo la querela, avrebbe strappato il telefono di mano a una delle due, con l’intenzione di farsi seguire in una zona appartata. La 13enne era però riuscita a riappropriarsi del telefonino. E in quella circostanza l’uomo l’avrebbe palpeggiata. L’altro avrebbe invece toccato la sorella mentre questa era intervenuta per difenderla. Aiutandosi l’una con l’altra e anche con uno schiaffone, le gemelle erano poi riuscite a divincolarsi, mentre arrivava il padre di uno dei due amici, avvertito per telefono. I due stranieri erano stati riconosciuti in foto.

La Procura aveva chiesto un incidente probatorio per valutare le dichiarazioni delle ragazze. Il dottor Armando Ceccarelli avev a concluso per l’attendibilità piena delle loro testimonianze, indicando che una aveva subìto uno stress a causa dell’evento. Non si sono costituite parte civile.

Al termine del dibattimento, il pm Giuseppe Coniglio aveva chiesto 2 anni e 6 mesi per ciascuno. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Francesca Carnicelli e (per Alessio Bianchini) Beatrice Spinosa che attendono di leggere le motivazioni (deposito entro 3 mesi) per presentare appello.

(p.s.)

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