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Grosseto

scuole nella bufera

«Bonifazi avanti senza ascoltarci»

«Bonifazi avanti senza ascoltarci»

Le opposizioni contro la scelta di non accettare gli emendamenti

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GROSSETO. «Chi è il Comune?». La domanda la pone la capogruppo di Sel in consiglio Cristina Citerni, giusto per far notare che con lo stop imposto al percorso di revisione del dimensionamento scolastico Emilio Bonifazi ha compiuto, secondo l'esponente di Sel, «un'aperta violazione delle prerogative del consiglio». Per il capogruppo del Movimento 5 Stelle Giacomo Gori «Ci sono state talmente tante forzature che c'è da chiedersi chi sia il despota che salvaguarda non so cosa e non so chi». A fianco di Gori e Citerni, a protestare, ci sono anche Claudio Pacella e Riccardo Megale (Lista Lolini). Cristina Citerni ricorda che la bozza di revisione del dimensionamento scolastico che la III commissione aveva approvato a maggioranza era frutto di un percorso che era stato voluto dal consiglio con un ordine del giorno approvato a larghissima maggioranza il 27 settembre. La III commissione aveva ricevuto il mandato di elaborare una bozza di revisione del dimensionamento che era stato deciso lo scorso anno: un lavoro a ritmi serrati – racconta la Citerni – sentendo le parti in gioco, e approdato a un risultato che non aveva messo tutti d'accordo, ma che sarebbe stato possibile migliorare in consiglio domani, se fosse stato rispettato il percorso che lo stesso presidente Paolo Lecci, aveva comunicato alle opposizioni. Agli emendamenti – spiega Megale – stavano lavorando due consiglieri del Pd, Veronica Tancredi, che in commissione si era astenuta, e Stefania Laurenti, ai quali alcuni genitori scontenti si erano rivolti, su esplicito invito che l'assessore Luca Ceccarelli aveva fatto su Facebook, proprio perché la proposta potesse essere emendata in consiglio comunale. «Gli emendamenti – dice il consigliere Megale – praticamente erano già pronti» e Cristina Citerni racconta che «con Stefania Laurenti abbiamo incontrato i genitori della scuola di Roselle» che lamentavano il mancato accorpamento con Vallerotana e con la media Galileo Galilei. Insomma, tutto poteva essere rivisto. Ma «Un despota – dice Gori – ha deciso che non si poteva. E pensare che la strada degli istituti comprensivi non è nemmeno più obbligatoria. La volontà di andare avanti – conclude annunciando una mozione – parte dalla Regione, ma nel Comune di Grosseto evidentemente ci debbono essere anche motivazioni di carattere personale e clientelare». Anche il comportamento del presidente della III commissione, Francesco Giorgi, ha deluso. «Non è il padrone della commissione – dice Citerni – avrebbe dovuto convocarla di nuovo e spiegare quali erano i problemi emersi». Ma anche su questi ultimi si nutrono dubbi. «Il problema della perdita di posti di lavoro – dice – non era mai emerso durante i lavori della commissione, adesso invece ci dicono che il provveditorato ha paventato questo rischio, ma noi vogliamo vedere, se esiste, il documento in cui si afferma questo» e il consigliere Megale ha annunciato un’ interrogazione. Il giudizio politico è tranciante. «Il problema – dice Pacella – è che la maggioranza è spaccata».

Enrico Pizzi

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