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«Urbanistica, incontro pacifico tra Comune e Provincia»
PORTO SANTO STEFANO. Il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli ha illustrato i risultati della riunione della commissione paritetica sul regolamento urbanistico del promontorio, che si è svolta...
PORTO SANTO STEFANO. Il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli ha illustrato i risultati della riunione della commissione paritetica sul regolamento urbanistico del promontorio, che si è svolta venerdì 7, nel palazzo comunale di Porto Santo Stefano. L’incontro sembra abbia dato risultati positivi.
«Come concordato in Regione ci siamo incontrati con i vertici della Provincia in Comune. A Firenze, come dicevamo noi, è stato constatato che i punti del nostro regolamento urbanistico in discussione non erano poi tanto gravi e importanti e che avrebbero trovato facile soluzione. Oggi abbiamo discusso cinque argomenti. Il primo poneva il problema di scrivere chiaramente, sullo strumento urbanistico, che il Comune dell’Argentario non aveva nulla da costruire sui “terreni aperti” del promontorio. La provincia voleva fosse esplicitata questa voce e noi la espliciteremo. Il secondo argomento riguardava la suddivisione delle abitazioni in più appartamenti. Noi avevamo scritto che ogni appartamento dovesse avere una superficie di almeno 40 metri quadrati. La Provincia voleva una superficie maggiore, alla fine ci siamo accordati su 45. Abbiamo anche voluto chiarire che si parlava di prime case e non di seconde. Il terzo punto concerneva l’area di sosta per i camper. Dove l’avevamo posizionata noi il Ptc provinciale non lo prevede per cui la nostra previsione deve essere stralciata. Ciò potrà essere fatto con apposita variante. Un altro problema – dice Cerulli - riguardava i materiali inerti per i quali erano previste tre zone di stoccaggio. Due sono state accettate dalla Provincia, la terza no perché non prevista dalla normativa provinciale per cui sarà stralciata anche dal regolamento urbanistico dell’Argentario. Restava solo il controverso punto della possibilità di poter realizzare casottini in territorio aperto. Noi avevamo detto che avremmo dato a tutti la possibilità di costruire questi annessi precari, temporanei da rimuovere dopo due anni. La Provincia su questo punto è stata irremovibile e quindi ci siamo dovuti arrendere non essendo potuti arrivare a un compromesso. Ora aspettiamo la riconvocazione in Regione per chiudere ogni contenzioso. Abbiamo formulato una richiesta firmata da me da Marras. E chiarito che vogliamo tutelare dune e paesaggio».
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