Il dolore
Scoppia la guerra ad “antenna selvaggia”
Il Comune lavora a una mappatura dei ripetitori e installerà sistemi di monitoraggio sull’inquinamento elettromagnetico
GROSSETO. È allo studio un preciso piano che indicherà le aree dove sarà possibile installare antenne in città. Il proliferare dei ripetitori non è arginabile in alcun modo: vuoi per l’avvento del digitale terrestre, vuoi per le logiche di mercato imposte dai maggiori operatori delle telecomunicazioni. Ma tutto questo movimento, qualche danno, lo crea. Intendiamoci, ancora non esistono studi universalmente accreditati in questo senso. Infatti il giudizio sulle ripercussioni causate da un’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche è tutt’altro che unanime. Resta comunque del tutto evidente che l’inquinamento non è solo quello prodotto dalle automobili, o da sostanze chimiche. Rischi da non sottovalutare sono anche quelli legati proprio alle emissioni radio dei tanto usati cellulari. Ma se sull’utilizzo di questi il Comune può fare ben poco, per quel che riguarda i ripetitori che ne rendono possibile il funzionamento qualche pezza può essere messa. «Vogliamo evitare - spiega l’assessore all’ambiente, Giancarlo Tei – che prenda corpo uno spirito da “antenna selvaggia”. Certo, di questi impianti non si può fare a meno. Ma ci sono zone e zone, casi e casi. Esistono già delle stringenti limitazioni in materia, ma credo che si possa fare di meglio per la tutela della salute dei cittadini». Anche sotto il profilo dell’impatto visivo qualcosa sarà fatto. Insomma, in attesa di conoscere i risultati degli studi portati avanti nel settore, l’amministrazione locale mette le mani avanti, rispondendo al più classico dei “meglio aver paura che buscarne” tanto di moda in Maremma. «Entro fine anno – prosegue l’uomo della giunta Bonifazi bis - ogni compagnia presenta il proprio piano di attività. Se non c’è una mappatura ben precisa l’antenna viene installata senza una discussione con l’amministrazione comunale, come avvenuto sino a oggi». Ecco perché è già stata individuata una società pubblica attiva nel nord della Regione: predisporrà la mappatura insieme ai responsabili del Comune. L’ente potrà così, a sua volta, farsi sentire con gli operatori interessati e scongiurare possibili iniziative di singoli privati. Il processo dovrebbe concludersi entro la fine del prossimo gennaio: da Firenze hanno disposto che le realtà comunali debbano aver fissato, per quella data, il proprio piano. In Maremma il tutto costerà poche decine di migliaia di euro. «Abbiamo anche in mente – prosegue - d’installare due stazioni di monitoraggio, proprio per capire quale sia il tasso d’inquinamento elettromagnetico in città». Qui la mente va subito al popoloso quartiere di Barbanella, più volte al centro di polemiche e attenzioni particolari proprio a causa dell’elettrodotto che taglia in orizzontale l’intera area, sino a Gorarella dove verrà installata una centralina.
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