Il Tirreno

Grosseto

no ai tagli

Nasce un comitato per la scuola

Gruppo spontaneo contro «le sconsiderate politiche del Governo»

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GROSSETO. Mondo della scuola in subbuglio, a Grosseto, e non solo per le note vicende dei dimensionamenti degli istituti scolastici.

Sulla scuola pendono, ormai, annose, anche le questioni di carattere nazionale ed è anche per questo che è nato il comitato “Grosseto per la Scuola” un comitato che si dice costituito dalle «professionalità della scuola della provincia di Grosseto» con l’obiettivo di «gestire le azioni di protesta a fronte degli sconsiderati interventi dei governi riguardo le politiche scolastiche».

La prima iniziativa di cui il comitato si è reso promotore è «una manifestazione di tutto il personale della scuola e degli studenti venerdì 14 dicembre nel centro cittadino, con l’intento di informare e sensibilizzare la cittadinanza del profondo disagio della scuola e della società».

L’appuntamento è per le 16, in piazza Rosselli, dove si formerà il corteo che si dirigerà in piazza Dante e piazza De Maria, per poi tornare di nuovo in piazza Dante dove la manifestazione si tratterrà fino alle 18.

Il comitato “Grosseto per la Scuola” ha anche aperto una pagina su Facebook in cui, tra le altre cose, prova a spiegare cosa succederebbe se gli insegnanti, come è opinione diffusa, lavorassero solo al mattina: non ci sarebbero i ricevimenti e i genitori, non ci sarebbe chi prepara e corregge i compiti in classe, l’insegnante farebbe lesione solo su quello che ancora ricorda dai tempi dell’università, sceglierebbe a caso i libri di testo, non si preoccuperebbe di eventuali difficoltà di un alunno, non ci sarebbero consigli di classe, incontri, intersezioni, interclassi, non si farebbero viaggi d’istruzione ma l'insegnante – dice il comitato – sarebbe un po’ più “ricco” perché risparmierebbe in acquisto libri, convegni, aggiornamenti e tecnologie varie.

Anche per questo la «piattaforma di agitazione» del comitato invita le scuole e i docenti a bloccare tutte quelle attività per le quali «c’è incertezza di finanziamento» e che «non sono obbligatorie», ma che, soprattutto, «rappresentano spesso il lavoro sommerso dei docenti non retribuito o iniquamente retribuito».

Attività come quelle di «coordinatore di classe, coordinatore di dipartimento, coordinatore per materia, accompagnatore nei viaggi di istruzione, responsabile di progetto, responsabile di laboratorio, collaboratore del dirigente scolastico, responsabile di sede o plesso, attività di correzione delle prove invalsi, ricevimento mattutino dei genitori e adozione di nuovi libri di testo».

Enrico Pizzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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