Il Tirreno

Grosseto

Marras e Puri Negri contro Colombo Lite da 650mila euro

di Elisabetta Giorgi
Marras e Puri Negri contro Colombo Lite da 650mila euro

La guerra della centrale a biogas: il presidente provinciale e l’azionista di Sacra citano per danni il senatore Pd

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GROSSETO. «Ho deciso di citare in giudizio a Furio Colombo e chiedergli il risarcimento per il danno causato alla mia immagine e onorabilità di persona per bene», ha annunciato un mese fa Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto. E detto fatto: il presidente ha dato corso al suo pensiero in tempi celeri, citando il senatore Pd e chiedendogli 150mila euro. Non è l’unico.

Oltre a Marras, anche Carlo Puri Negri ci ha appena messo un carico da novanta, sfoderando anche lui una citazione civile per altri 500mila euro. In tutto fanno circa un miliardo e duecento milioni di vecchie lire, che Marras e Puri Negri pretendono da Furio Colombo per le sue dichiarazioni ritenute lesive della loro onorabilità.

Al centro dei veleni è la contestatissima centrale a biogas progettata dalla società Sacra in località Origlio, che tanto ha scaldato gli animi degli ambientalisti suscitando un vespaio di polemiche. Clima bollente: per mesi il senatore Colombo è stato uno dei più fieri avversari del progetto e della posizione intrapresa dalla Provincia a fianco di molti abitanti e personaggi illustri, finché un mese fa - era il 6 novembre - Marras non ha annunciato di sentirsi infangato e deciso di chiedergli i danni. Il senatore - ha raccontato - lo avrebbe accusato «in un’interrogazione al Senato di aver partecipato a viaggi collettivi negli Stati Uniti a spese di Sacra»; ma lui in America non c’è mai stato. «Sono stato accreditato come un corrotto di bassa lega - ha detto Marras - per questo lo denuncio». Colombo, a sua volta, ha smentito, spiegando di aver presentato sì un’interrogazione all’attenzione della Camera l'8 maggio, ma che in realtà «non fu accettata dal servizio legislativo perché rivolta al ministro dell’ambiente il quale non era competente in materia. Dunque, non esistendo interrogazione non esisteva diffamazione. Né - dice - sono diffamatori gli articoli di giornale nei quali mi sono espresso sulla centrale, e che invece Marras considera offensivi della sua onorabilità». Nel frattempo, interrogazione o meno, il presidente ha dato corso lo stesso al suo intento e Puri Negri lo ha seguito a ruota. Dunque Colombo si trova due citazioni per 650mila euro e spiega di aver dato mandato ai suoi legali di tutelarlo: sono gli avvocati Ferdinando Imposimato e Michele Lioi, che lette le carte - assicura il senatore - «hanno constatato che non c’è alcun materiale diffamante, né nell’interrogazione inesistente né in altre dichiarazioni scritte». Furio Colombo spiega pure di aver mandato gli atti alla giunta per le autorizzazioni a procedere, che martedì prossimo, come si legge anche nell’agenda politico-parlamentare della Camera, dovrà pronunciarsi «in materia di insindacabilità nell’ambito dei procedimenti civili pendenti nel tribunale di Grosseto». La guerra insomma va avanti. E un commento finale. «Mi spiego il tutto con un clima di confusione mentale, di cattivi consiglieri legali e vendetta. Al momento la cosa che voglio di più è continuare la battaglia contro il biogas. Vorrei che queste persone uscissero di scena dal punto di vista dell’ingombro paesaggistico, che delle loro vite facessero quel che vogliono ma senza più ostacolare la sopravvivenza del territorio».

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