Sicurezza
Discariche abusive sanate grazie ai soldi della Regione
I terreni invasi dalle discariche abusive rinvenute nell’estate 2011 a Barbaruta e Casotto Venezia saranno ripuliti. È la Regione a mettere a disposizione i quasi 700 mila euro necessari per sanare...
I terreni invasi dalle discariche abusive rinvenute nell’estate 2011 a Barbaruta e Casotto Venezia saranno ripuliti. È la Regione a mettere a disposizione i quasi 700 mila euro necessari per sanare due aree violentate da un cumulo di sporcizia di proporzioni enormi. Sul posto i carabinieri del Noe trovarono rifiuti di ogni genere: da vecchie cucine a gas fino ad apparecchiature elettriche, passando per miscele bituminose, pneumatici di mezzi pesanti e ferraglia. Durante i sopralluoghi fecero capolino addirittura i resti di automobili, fustini contenenti liquidi pericolosi e scarti di impianti elettrici industriali e materie plastiche. E pensare che le zone in questione - oltre due ettari di campi - sono di proprietà del Demanio, ma gestite dal Consorzio di bonifica grossetano, realtà che cura l’irrigazione, la salvaguardia dell’ambiente e la difesa idrogeologica in ben tredici Comuni della Maremma. E infatti, in seguito al fattaccio spuntò addirittura l’iscrizione sul registro degli indagati del presidente del Consorzio, Fabio Bellacchi, che precisò: «Si tratta di rifiuti vecchi di oltre venticinque anni». A luglio 2011, a dare più di qualche pensiero ai militari che intervennero sul luogo, fu la discarica in località Casotto Venezia: a due passi dalla ciclabile che porta a Marina, attraversata ogni giorno da centinaia di vacanzieri, l’area risultò piena zeppa di tetti e tubature in eternit. Oggi, dopo diversi incontri tra gli enti responsabili, si inizia a intravedere la fine di un percorso di bonifica. È del 27 novembre scorso, infatti, la deliberazione di giunta che dispone «Di prendere atto del piano di rimozione dei rifiuti acquisito al protocollo dell’ente il 15 giugno 2012, redatto dallo studio Martino associati ingegneria e tecnologie ambientali per conto del Consorzio di bonifica grossetana e già inviato agli enti competenti» tra cui il dipartimento provinciale Arpat, l’azienda sanitaria locale, l’amministrazione provinciale. Il programma prevede la messa in sicurezza delle aree, la loro bonifica e il controllo dei terreni e delle falde acquifere. «Il Comune– si legge nell’atto amministrativo – deve provvedere all’espletamento della procedura di gara» e a inserire il progetto di smaltimento dei rifiuti nel piano triennale delle opere pubbliche.
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