Il Tirreno

Grosseto

«Ricostruzione non completa»

Perché ci sono tracce di dna del carabiniere Domenico Marino sul sedile del passeggero, quello su cui secondo il racconto di Matteo Gorelli era posizionato l’amico Yuri? Lo ha chiesto, nel corso del...

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Perché ci sono tracce di dna del carabiniere Domenico Marino sul sedile del passeggero, quello su cui secondo il racconto di Matteo Gorelli era posizionato l’amico Yuri? Lo ha chiesto, nel corso del suo intervento, l’avvocato Stefano Maccioni, parte civile per l’associazione Vittime del dovere. Una sottolineatura, dice lui stesso. «Questo è sì il processo a Matteo - spiega l’avvocato Maccioni - e delle posizioni degli altri tre ragazzi si occuperà il Tribunale dei minori. Ma c’è un aspetto concorso di responsabilità nei fatti. Perché Matteo ha detto nell’interrogatorio che l’amico avrebbe aperto lo sportello anteriore destro: eppure sarebbe stato lo stesso Gorelli, che era al posto di guida, ad aggredire anche Marino. Perché c’è il sangue di Marino sul sedile di Yuri? È un aspetto che mal si concilia con la ricostruzione fatta da Matteo». Anche Marino racconta di aver sentito un primo colpo e poi di essersi girato e di aver visto Gorelli con un grosso bastone in mano intenzionato a colpirlo nuovamente. (p.s.)

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