Attenzione
Il settore cerealicolo è ko «Danni incalcolabili»
Aziende distrutte in una zona, quella di Albinia, strategica per l’intera Toscana Macchinari e capannoni cancellati, a rischio anche semine e raccolti primaverili
GROSSETO. Un settore strategico per l’agricoltura toscana messo ko dalle piogge. È la produzione grossetana di seminativi e cereali seriamente danneggiata dalle alluvioni delle scorse settimane, che hanno compromesso le semine dei cereali autunno vernini e probabilmente anche quelle primaverili.
«Un disastro che ha colpito un settore fondamentale – dichiara Christian Heinzmann, presidente di Toscana Cereali - e ancora ad oggi non siamo certi se quei terreni saranno nelle condizioni per consentire una coltivazione di colture primaverili quali il girasole o altre ortive e foraggere qui coltivabili. Non dimentichiamoci che i terreni di pianura colpiti ad Albinia e dintorni sono il fiore all’occhiello per l’agricoltura di qualità sia cerealicola che ortiva, tipo pomodoro, meloni e altre prelibatezze della Maremma grossetana».
Toscana Cereali, cooperativa agricola con oltre 3.300 soci e 15 cooperative aderenti, raggruppa nel territorio di Grosseto numerose imprese e 7 cooperative agricole.
«Il maltempo ha provocato due tipi di danni», sottolinea il direttore di Toscana Cereali, Giacomo Taviani. «Il primo, diretto, nello stoccaggio dove il grano conservato nei silos e nei magazzini di raccolta è stato sommerso da 60-80 cm di acqua. Anche le strutture di conservazione delle cooperative sono state compromesse, con danni immensi alle materie prime e alle attrezzature. Il secondo danno è dovuto alle prossime mancate semine. I terreni – prosegue Taviani – risultano infatti colmi di acqua e di molti altri materiali tra i quali detriti, ghiaie, terreni di riporto, olii».
Due, in particolare, le aziende che hanno subito i danni maggiori che ammontano complessivamente a quasi 1 milione di euro: la cooperativa di produttori della Costa d’Argento, Copaca, e la Agrimaremma. «Le nostre prime stime sono di 400mila euro di danni nello stabilimento di Polverosa – spiega Roberto Angioloni, direttore di Copaca - tra merci perse perché si trovavano al di fuori dello stabilimento, concimi danneggiati dall’acqua, e 5-7 quintali di grano da buttare stoccato in otto silos allagati alla base. E altri 400mila euro nello stabilimento ortofrutticolo di Albinia dove sono andati persi 1800 quintali di cipolle e 50-60 quintali di zucche. Le 6 celle frigorifere con i motori sono andati sott’acqua con quadri elettrici e compressori e dovremo stimare l’entità del danno. Risultano fuori uso anche 2 muletti del valore di 30-40mila euro così come la linea di calibrazione del melone e le insacchettatrici per cipolle oltre agli uffici dove l’acqua ha danneggiato tutto il mobilio e le apparecchiature telefoniche».
«I danni stimati ammontano a 130-150mila euro», racconta Giulio Fontana direttore di Agrimaremma. «I maggiori si sono verificati nello stabilimento di Sgrillozzo, in prossimità del fiume Elsa che durante l’alluvione è uscito dagli argini. I danni stimati sono relativi a cereali (mais, grano duro e tenero, orzo e avena) e concimi stoccati in questo stabilimento; quelli non stimabili sono relativi alle semine che gli agricoltori nostri associati non potranno fare perché oltre 500 ettari di campi sono andati allagati. Danni che si ripercuoteranno anche sulle semine primaverili, tutto dipende da come evolverà il meteo».
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