Sicurezza
Geotermia, guerra degli ambientalisti contro Bagnore 4
«Impedirne la costruzione oppure farla a ciclo binario» Il sindaco Landi: «Arpat assicura che i valori sono in regola»
AMIATA. Dichiarare guerra a Enel e alla Regione Toscana. Ecco cosa hanno chiesto i comitati ambientalisti amiatini al sindaco Landi, per stoppare la costruzione della nuova centrale di Bagnore 4 per la realizzazione della quale, la Regione ha di recente licenziato la Via. I comitati si sono opposti col ricorso al Tar.
Nella sede della Vettoraia di Bagnoli, si sono dati appuntamento i cittadini e il sindaco Emilio Landi, per una serata moderata da Corrado Lazzeroni, presidente dell’associazione. I comitati, con gli interventi di Carlo Goretti, Niso Cini, Alessandro Bramerini, le prese di posizione di Monica Colombo, di Marcello Bianchini, hanno invocato dal sindaco un gesto “di coraggio” per mostrare a Enel, alla regione e agli altri protagonisti di una vicenda che ormai dura da 6-7 anni, che bisogna impedire la costruzione della nuova centrale di Bagnore 4. E oltretutto che non si vuole nemmeno che quella che c’è resti nelle attuali condizioni.
La polemica dei comitati si è riaccesa per la recente presenza di pennacchi maleodoranti documentati anche con foto, dovute al non funzionamento dell’abbattitore Amis della centrale. Un‘interruzione che dovrebbe essere sempre segnalata al Comune e che provoca la liberazione di troppe sostanze dannose liberate nell’aria e pericolo per la salute. I comitati hanno riproposto per l’ennesima volta, la ormai nota lista dei danni di una geotermia «che è fra le più pericolose d’Europa, quella centrale ormai vetusta che i comitati vorrebbero vedere trasformata a ciclo binario. Non è vero che sull’Amiata il ciclo binario non si può fare» - hanno ribadito - «Si facciano due o tre nuovi centrali a ciclo binario con potenza di 6-7 MW ciascuna, invece di farne una di 40 MW di potenza come Bagnore 4». Insomma i comitati non demordono e continuano a lanciare dardi alla Regione, all’assessore Bramerini, ai sindaci che vogliono la geotermia e a Enel. Insomma malattie, diminuzione acquifero, aria satura di ogni genere di veleni. Una lunga lista di segnalazioni dei comitati che sono culminate nell’invito al sindaco Landi a schierarsi contro la costruzione della nuova centrale, anche per il solo principio di precauzione e a sostenere il ricorso al Tar fatto dai comitati.
Ma su questo piano di guerra Landi non ci sta. Il sindaco di Arcidosso ha ripercorso tutta la storia della geotermia dalla firma del protocollo del 2000, alle iniziative dell’assessore Bramerini, alla sua “defenestrazione” e ha affermato che il Comune «ha cercato di governare il processo in atto, del quale, però non è titolare. Molte sono state le nostre perplessità, abbiamo sempre richiesto precise garanzie e la stessa Via è stata concessa con ben 34 prescrizioni da rispettare».
Prescrizioni soddisfatte, pare, dalle contro-iniziative di Enel che hanno convinto i soggetti ispettivi Arpat e Asl che nell’ultima riunione di lunedì hanno dichiarato che vi è stato il superamento di tutte le problematiche rilevate in precedenza. Il sindaco, dunque, pur riconoscendo che Enel non segnala sempre in tempo il momento in cui Amis non funziona, ha tuttavia specificato: «Proprio ieri ho chiesto a Arpat quante volte Enel fosse stata trovata fuori norma. Mai, mi è stato risposto». Dunque se le autorità ispettive ci tranquillizzano, lascia intendere Landi, come potrebbe il comune di Arcidosso cavalcare la stessa polemica dei comitati che invece ritengono che tutto o quasi sia fuori controllo?
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