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Grosseto

Darsena, il contrattacco della cooperativa

Darsena, il contrattacco della cooperativa

«Il progetto è stato presentato alla città perché l’amministrazione aveva avanzato richieste precise»

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FOLLONICA. Siamo certi che la decisione sulla darsena sia stata già presa? «Fino a che non vedremo gli atti saremo tranquilli, poi ci muoveremo di conseguenza», così interviene Maurizio Sparpagli, membro della cooperativa “La cittadella sul mare”, ideatrice per l’appunto del piano che vedrebbe la realizzazione di un porto artificiale a Pratoranieri.

Le risposte date da uno dei promotori dell’intervento insinuano dei dubbi su quanto invece affermato dall’assessore al Mare, Davide Novelli mercoledì. L’esponente del governo Baldi aveva fatto capire senza neppure troppe velature, che il no a quel progetto fosse oramai certo. Novelli ha detto di più, ha infatti dichiarato che l’amministrazione stava valutando solo i passaggi politici utili alla revoca della Vas (Valutazione di impatto ambientale), atto che doveva essere il preludio al percorso che avrebbe portato alla costruzione della darsena.

In pratica come si vocifera nei corridoi del municipio follonichese per bloccare la Vas, si starebbe progettando un’azione congiunta tra consiglieri di maggioranza e giunta. Toccherebbe al gruppo consiliare (che si è detto contrario al porto artificiale) chiedere al sindaco Baldi la revoca della verifica, gettando quindi alle ortiche i piani della cooperativa. Dall’altra parte invece, chi ha ideato il progetto non è poi così convinto che la storia sia finita qua, anzi. «Fino a che non vedremo atti certi, staremo tranquilli - spiega Sparpagli - Il nostro è un piano importante quindi mi auguro e ci auguriamo che alla fine prevalga il buon senso. Il non fare dovrebbe essere giustificato con delle motivazioni reali, dovrebbero giustificare il perché prima hanno detto sì e poi no. Si aprirebbe insomma una riflessione complessa che riguarderebbe molti aspetti». Se il Comune farà un passo indietro non mancheranno le conseguenze: dalla cooperativa come già dichiarato qualche giorno fa sono convinti (e questa convinzione dovrà avere un fondamento) di essersi mossi in base a degli atti dell’amministrazione, la delibera di indirizzo sulla nautica prima, dove appunto si parla di darsena, e la richiesta della Vas dopo. E sicuramente prima di studiare un piano di intervento e prima di prendersi la briga di presentarlo alla città con un dibattito aperto a tutti, chi fa parte della cooperativa avrà avuto almeno qualche certezza. «Ci siamo attivati in base a delle volontà espresse dall’amministrazione», chiosa Sparpagli, come a dire, prima il governo traccia le linee per realizzare un progetto e poi fa dietrofront?

La storia pare proprio essere solo all’inizio, e chissà, forse diventerà un altro tormentone della legislatura di Eleonora Baldi, che di patate bollenti le ha avuto sin da subito, tra villaggi turistici, ippodromo, riorganizzazione del personale e avvisi di garanzia. (p.v.)

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