Il Tirreno

Grosseto

Contro il disastro tutto il calore degli chef

di Claudia Della Verde
Contro il disastro tutto il calore degli chef

La cucina dell’asilo trasformata in mensa pubblica che per venti giorni ha sfornato 40mila pasti

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ALBINIA. Il profumo della pasta appena scolata, il colore rosso del ragù preparato alla vecchia maniera e i cuochi in tenuta di lavoro con mestolo alla mano. Questa l’immagine che si presenta all’ingresso dell’asilo di Albinia la cui cucina è stata location, in tutti questi giorni, della mensa pubblica - che è riuscita a produrre 40mila pasti per divise e civili - organizzata grazie all’impegno dei ristoratori della bassa Maremma e le aziende fornitrici di prodotti locali.

Nonostante la disgrazia che ha affondato un paese, qua si riesce a percepire aria di festa; tutti sorridono e scambiano battute fra loro, socializzano con gli sconosciuti e li fanno sentire a casa. Uno scenario degno di una favola Disney, insomma, che ieri ha trovato il suo epilogo. Da oggi, dopo più di venti giorni, si tornerà al lavoro di sempre e quei fornelli prepareranno cibi caldi solo per i bambini della scuola, che ne saranno di certo un po’ dispiaciuti. Tra quelle fiamme sono passate tantissime specialità.

Da bistecche fiorentine a pesce freschissimo di giornata, rigorosamente donato dalle imprese solidali con l’opera volontaristica. Fernando Mosti, responsabile della Mensa proveniente da Massa Carrara, ci tiene a ringraziare, uno per uno, tutti coloro che hanno regalato i propri prodotti a favore delle persone in stato di disagio.

«Vorrei nominarle tutte anche se so che sarà difficile – dice – ma senza la beneficenza delle aziende e non ce l’avremmo mai fatta a produrre così tanto». Le imprese, locali e non, che hanno consentito la preparazione di ben 40mila pasti caldi e 15mila porzioni da distribuire a domicilio nelle case rimaste isolate, sono la Fornace, Fredditalia, l’Ipat, Poggio Foco, La Gastronomica, Manno Pesca, la pescheria Sant'anna, Cipa, Corsini e Nannini (che ha preparato anche pacchi natalizi per le famiglie albiniesi), più il consorzio Welcome Maremma, il quale si è adoperato anche per prestare la manodopera dei propri consorziati. Il signor Mosti, poi, con la voce commossa, ci tiene a spezzare una lancia anche a favore del Comune di Orbetello, particolarmente contestato da molti abitanti della frazione lagunare: «L’amministrazione e i tecnici ci sono stati vicino e hanno soddisfatto tempestivamente ogni nostra richiesta – racconta – in questo contesto posso dire solo di aver incontrato persone meravigliose».

Stesso pensiero incarnato dai ristoratori Gianni Ficulle e Massimo Soldi, che insieme agli altri chef professionisti (Fausto Paoli, Andrea Ciampana, Doriano Zauli, Claudio Tognoni, Grazia Pastorelli, Paolo Parisi e Giusi Affettuoso, cuoca dell'asilo) hanno abbandonato la propria attività per essere presenti nel momento del bisogno. Gianni e Massimo, ad esempio, hanno rinunciato ad un catering a Verona per Cavalli proprio la scorsa settimana, anche se non riescono a farsene vanto.

«Siamo felici ed orgogliosi di essere qua – dicono – questo paese si è finalmente riscoperto grazie alla solidarietà. Questa è la prova che anche fatti drammatici come questi riescono sempre ad insegnarci qualcosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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