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«Senza telefono, isolati da un mese»

«Senza telefono, isolati da un mese»

L’sos degli imprenditori di Albinia a Telecom. «Dal giorno dell’alluvione siamo tagliati fuori dal mondo. Enormi i danni»

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ALBINIA. Anche la Copaim - nella zona di Albinia - è una delle aziende più flagellate dall’alluvione e dove la corsa contro il tempo per risalire la china si è combattuta in simbiosi con i dipendenti, che subito hanno preso in mano la vanga e iniziato a spalare fango per restituire dignità e pulizia al proprio luogo di lavoro. Ora che la situazione sta tornando alla normalità (anche se i danni sono enormi e resta moltissimo lavoro da fare), tutto questo succede proprio in virtù dei loro enormi sacrifici. «Dal giorno dopo quello dell’alluvione - racconta Andrea Taccioli, uno degli operai di Copaim - chi più chi meno ci siamo messi a lavoro e ci siamo dati davvero molto da fare». Un lavoro ciclopico, per togliere tutti i resti di fango e gli scarti che stavano distruggendo la sua azienda. Tra l’altro proprio i dipendenti erano in cassa integrazione; unica procedura possibile, per l’azienda, per far fronte a un’emergenza simile, in cui il lavoro era fermo. Il lavoro è stato portato avanti - qui come in moltisisme altre aziende della zona - in condizioni proibitive.

«È vero - conferma Taccioli - in alcune stanze lavoravamo anche al buio; in altre ancora si lavorava con la luce riflessa negli specchi e proveniente da altre stanze». Un disastro che ha stretto gli operai gli uni agli altri, nella comuen voglia di ripartire al più presto. (el. gi)

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