Il Tirreno

Grosseto

Per il monumento simbolo ecco i fondi del restauro

di Renzo Wongher
Per il monumento simbolo ecco i fondi del restauro

La sua acqua dissetò i garibaldini e rifornì i mercantili di passaggio Ora la fontana della Pilarella può rinascere grazie ai soldi delle alienazioni

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PORTO SANTO STEFANO. La sua acqua dissetò i Mille di Garibaldi. Rifornì le navi - sia da guerra che mercantili - in transito nelle acque dell’Argentario. Oggi serve per il lavaggio dei panfili che si ormeggiano alla banchina della Pilarella e per altri usi portuali. Da tempo aveva bisogno di essere messa a posto. La fontana della Pilarella, uno dei punti simbolo di Porto santo Stefano tra l’inizio di via del Molo e la piazza dei Rioni, verrà ristrutturata e riqualificata.

Lo ha deciso il Comune di Monte Argentario dopo il placet di una conferenza dei servizi appositamente convocata e l’approvazione del progetto definitivo-esecutivo da parte degli organi competenti.

Il costo dell’operazione è stato preventivato in 40.000 euro e sarà finanziato sul capitolo “Reimpiego proventi alienazione immobili comunali” del bilancio 2012. Il progetto è dell’ufficio tecnico comunale nelle persone dell’architetto Marco Pareti e dell’ingegner Stefano Costanzo. I due tecnici sono partiti dal presupposto che l’intervento si pone, come obiettivo fondamentale, la riqualificazione dell’area che rappresenta un pregevole biglietto da visita del centro storico di Porto santo Stefano. L’intervento consiste nell’unificare la pavimentazione sostituendo quella attuale con una in masselli autobloccanti (betonelle); di ridisegnare il profilo per richiamare la forma della prua di un gozzo; di realizzare un arredo urbano costituito da fioriere e panchine per rendere l’area piacevole dal punto di vista estetico e da quello della fruibilità. Da un punto di vista paesaggistico – affermano Pareti e Costanzo - l’intervento si pone come vera e propria riqualificazione del sito rendendo utilizzabile dai cittadini, residenti e non, un’area che ora viene vissuta solo come zona di passaggio e che, invece, diventerà spazio di incontro per tutti. Le leggere modifiche allo stato dei luoghi sono costituite essenzialmente dalla sostituzione della pavimentazione e dal nuovo disegno del profilo a terra della fontana. La morfologia dei luoghi rimarrà inalterata e si ricostituirà lo stretto rapporto ambientale tra il mare e la terraferma che si era consolidato in passato. La pavimentazione della vasca sarà realizzata con mosaico in ceramica rappresentante un delfino ed una anfora, l’acqua sgorgherà da una parete di granito, la pianta attualmente quadrata assumerà la forma di un’ogiva. La storia della fontana, in passato conosciuta come i “cannoni” della Pilarella, corre parallela alla storia di Porto santo Stefano.

Gianluca Gozzo e Gualtiero Della Monaca, nel loro libro, “Sulle Tracce degli antichi acquedotti dell’Argentario” ne parlano in questi termini: «Fontana storica di Porto S. Stefano, alimentata da una sorgente che sgorga ai piedi del poggio soprastante. I vecchi cannoni così venivano chiamate le cannelle in bronzo a forma di testa di delfino che sparavano acqua ininterrottamente riempivano l’annesso lavatoio, testimone per secoli di quotidiani incontri tra le donne del paese che lì andavano a lavare i panni. L’acqua, una volta purissima, oggi non più utilizzabile per uso potabile, scorre ancora, perennemente».

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