La manifestazione
«Edilizia, il Comune è in blocco totale»
Protestano i tecnici che operano nel territorio di Roccastrada: abbiamo perso fiducia negli amministratori locali
ROCCASTRADA. Una ventina di tecnici che operano nel comune di Roccastrada (geometri, architetti e ingegneri) hanno incontrato il vicesindaco Francesco Limatola e l’assessore Riccardo Borri. Ormai da due anni si svolgono incontri di questo tipo per discutere della revisione del Piano regolatore e dello stato di empasse che vive il comparto dell’edilizia. Al Comune si chiede anche una ri-organizzazione dell'ufficio urbanistica.
«Durante l’ultima riunione – spiega l’architetto Fabio Bonazia - sono state chieste rassicurazioni in merito allo stato dei lavori per il nuovo piano strutturale, data anche la particolare situazione che l'edilizia sta vivendo. La discussione, in alcuni momenti, è stata accesa. Gli amministratori alla fine hanno garantito collaborazione annunciando che presto saranno date risposte concrete a partire dall’operatività dell’ufficio». Sì, perché il nodo – pare di capire – è il rapporto tra la struttura e le figure professionali del territorio. Un altro architetto, Roberto Calvellini, usa toni molto duri. «Ormai da mesi i tecnici che operano nel territorio di Roccastrada non hanno più fiducia negli interlocutori per diversi motivi. Innanzitutto le leggi attuali fanno sì che si possa redigere il piano urbanistico di mandato e quindi aggiornare gli strumenti in tempi brevi, ma dopo tre anni e mezzo dall'insediamento della giunta Innocenti non vede la luce all’oggi neppure la parte conoscitiva del territorio. Al nuovo piano purtroppo si legano molti interventi, pur modesti, che darebbero nuovo slancio alla economia locale. Molti tecnici hanno fatto rilevare che le ditte si presentano negli studi in cerca di lavoro, anche ditte che andavano prenotate di anno in anno. Era stato promesso almeno l'allineamento delle norme del Regolamento urbanistico alle nuove norme del Regolamento edilizio ma nessuno ci lavora eppure questo sarebbe stato un compito facile e che non necessitava di nuovi dimensionamenti territoriali ma semplicemente delle correzioni per intervenire sull'esistente. A tutti i tecnici è parso che l'amministrazione comunale abbia ormai perso autorevolezza e abbia scarsa cognizione di ciò che sta accadendo intorno; appare chiaro che non vi è consapevolezza della grave crisi che ha investito l’edilizia e che nulla si voglia fare per invertire il trend, neppure le scelte minime».
Altra nota dolente evidenziata da Calvellini sono i tempi di approvazione dei permessi a costruire, dei piani di recupero e di ogni atto che passa dall'ufficio ‘Governo del territorio’, «nonostante questo abbia un organico tra i più consistenti (sette tecnici se si considera anche il geologo, oltre a due amministrativi) di tutti i Comuni della provincia di Grosseto. Agli amministratori abbiamo evidenziato che per ogni pratica viene richiesto un numero enorme di integrazioni, non riscontrabile in altri comuni dove gli stessi tecnici operano».
Ma non finisce qui. «Tutt’altro che secondario – sono ancora parole di Calvellini – è l'atteggiamento da Procura della Repubblica assunto dall'ufficio nei confronti dei tecnici, un fatto singolare e preoccupante che non trova riscontro altrove, atteggiamenti che stanno mettendo in difficoltà anche la polizia municipale, su questioni a parere dei tecnici irrilevanti». Alcuni tecnici, alla riunione, hanno spiegato questo atteggiamento con la mancanza di cultura del progetto e della gestione urbanistica del territorio, che deve avere un approccio diverso; altri evidenziano la latitanza della politica e dell’amministrazione, che non saprebbe dare indirizzi chiari per la gestione del territorio. Da qui la verifica delle virgole e non delle cose importanti. «I toni durante la riunione si sono mantenuti alti e il dibattito acceso – conclude Calvellini - c’è stato un coro unanime di contestazione per la giunta e l’ufficio. Le risposte dell'assessore al personale e del vicesindaco sono sembrati pannicelli caldi rispetto ai rapporti ormai logorati tra i tecnici e il palazzo».
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