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Due condanne per la tensostruttura a Pian di Rocca

Due condanne per la tensostruttura a Pian di Rocca

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Due condanne per gli abusi edilizi in zona a vincolo, senza permesso né autorizzazione, realizzati nelle ex scuole elementari di via del Melo a Pian di Rocca, strutture...

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Due condanne per gli abusi edilizi in zona a vincolo, senza permesso né autorizzazione, realizzati nelle ex scuole elementari di via del Melo a Pian di Rocca, strutture utilizzate in occasione delle manifestazioni culturali e gastronomiche della località.

Un gazebo a pagoda, un box metallico, un container, due manufatti, un serbatoio per il gas e la pavimentazione in calcestruzzo (rilievi della polizia municipale risalenti al 2009) sono costati 9 mesi a Gianfranco Campa, 47 anni, imputato in qualità di presidente dell’associazione culturale Pian di Rocca, proprietario delle strutture e committente dei lavori, e 1 mese a Francesca Talini, 47 anni, imputata per falso in qualità di firmataria della relazione tecnica e degli elaborati fotografici allegati alla richiesta del permesso per costruire: non avrebbe rappresentato in modo veritiero lo stato dei luoghi. Pena sospesa e non menzione per entrambi. Il giudice Muscogiuri - che ha adesso depositato le motivazioni - ha anche assolto per non aver commesso il fatto l’esecutore dei lavori, Mirco Nocentini, 38 anni, di Reggello (aveva solo venduto le strutture). Secondo il giudice, quelle opere hanno comportato una trasformazione sia morfologica, dell’assetto e della destinazione sia sotto il profilo strutturale sia sotto il profilo funzionale, come anche del carico urbanistico. Non può essere invocata, inoltre, alcuna giustificazione in merito alla temporaneità e-o precarietà delle opere. Secondo Muscogiuri è inverosimile la tesi difensiva secondo la quale quelle opere - e a maggior ragione la tensostruttura - potesse essere montata e smontata all’occorrenza a causa delle loro dimensioni. La pavimentazione (che da sola sarebbe stata sufficiente per integrare gli abusi) non poteva certamente essere rimossa. E la datazione della documentazione fotografica allegata dal tecnico sarebbe stata opportunamente falsificata. (p.s.)

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