Il Tirreno

Grosseto

Bus elettrici, entra Breda-Menarini

di Guido Fiorini
Bus elettrici, entra Breda-Menarini

Svolta per il progetto E-life di Rama: diventa partner la nota società di Bologna

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GROSSETO. Il progetto E-life di Rama, per la produzione di autobus elettrici da città di 12 metri, è giunto a una svolta. Nella società è entrato il partner industriale Breda-Menarini di Bologna e presto si aggiungeranno altre società legate a Breda per la gestione delle manutenzioni. Inoltre è imminente l’ingresso di un fondo che investe in “green economy”, a cui il progetto è stato presentato dalla società di revisione Kpmg che ha certificato il “business plan” di E-Life. Il prototipo è in fase di test, ma qualche settimana fa è stato esposto a Milano alla fiera “Mobility Tech”, dov’è stato apprezzato dalla società russa che gestisce il trasporto pubblico a Mosca. «Il progetto va avanti nel modo migliore – spiega Paolo Menichetti, responsabile del progetto per la Rama – Oltre ai russi sono interessati all’autobus i gestori scandinavi. E fra poco parteciperemo al bando per una società olandese che cerca un autobus elettrico come il nostro. L’operazione funziona: è nata da un’idea maremmana e avrà ripercussioni positive nella nostra zona».

Andiamo con ordine: l’ingresso di Breda e del fondo. «Breda è il partner industriale. Gli autobus arrivano dalla Cina come semilavorati: a Bologna li “europizziamo”, soprattutto negli allestimenti, perché il motore è ottimo e ha prestazioni eccezionali. Inoltre Breda ci ha chiesto di far entrare in E-Life società a lei collegate che fanno le manutenzioni. Il fondo invece è un partner finanziario interessato alla green economy. Contiamo di chiudere l’accordo a breve».

Quindi come procederete? «Il nostro business plan è stato certificato dalla Kpmg, massima società italiana del settore. Il prototipo è a Bologna in fase di test, perché ci sono stati richiesti dalla società russa interessata ad acquistarli. Loro l’hanno visto a Milano e l’hanno provato, perché per qualche giorno ha girato come autobus di linea sui percorsi meneghini grazie alla collaborazione con Atm».

Quindi? «Quindi con l’ingresso del fondo rivedremo le quote societarie. Rama resterà con un 5% che consentirà di avere la sede a Grosseto e una parte della lavorazione. Intanto abbiamo ripreso il nostro investimento iniziale: circa 300mila euro. Visto che sono soldi pubblici non mi pare poco. Abbiamo già venduto il prototipo per 320mila euro».

A regime cosa accadrà? Quali sono le ricadute per la Maremma? «Gli autobus arriveranno a Livorno. A quel punto avranno bisogno di una personalizzazione in base al cliente che li avrà acquistati. Servirà un’officina dove fare piccole modifiche, inserire i loghi o cambiare in base alle richieste. Questo vorremmo che venisse fatto a Grosseto con una ricaduta sull’occupazione».

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