Proteste
Ucciso da un malore provocato dallo stress
FOLLONICA. Sono pochi i dubbi da chiarire sulla morte di Gennaro Amato, il quarantunenne che venerdì mattina si è accasciato davanti alla cassa del bar della stazione di Follonica stroncato da un...
FOLLONICA. Sono pochi i dubbi da chiarire sulla morte di Gennaro Amato, il quarantunenne che venerdì mattina si è accasciato davanti alla cassa del bar della stazione di Follonica stroncato da un malore. Ieri sulla salma dell’uomo è stata effettuata l’autopsia. L’equipe della medicina legale dell’università di Siena, con il dottor Matteo Benevenuti e il tecnico Marco Doretti ha proceduto all’esame: Amato è morto per cause naturali, per un malore la cui natura non è stata ancora definita con esattezza, ma che potrebbe anche aveva un’origine congenita. I parenti dell’uomo, che aveva una moglie e una bambina, hanno infatti raccontato che anche il fratello di Amato era morto giovane, stroncato da un malore.
Una condizione che potrebbe anche essere stata aggravata da fattori di stress e sofferenza. Amato era venuto a Follonica per trovare lavoro. Nella città del Golfo aveva già lavorato, all’ippodromo e al porto del puntone e probabilmente, aveva deciso di tentare di nuovo. Un’altra vittima della crisi, che ha costretto il quarantunenne a lasciare la sua famiglia, nel napoletano, a salire su un treno e a dormire, per non spendere i soldi per una camera d’albergo, nella sala d’attesa della stazione.
Il quarantenne, venerdì mattina era entrato nel bar per fare colazione e bere qualcosa di caldo quando si è piegato in avanti, alla cassa, per poi cadere per terra esanime. Non c’è stato niente da fare: il suo cuore si è fermato per sempre. Sotto il peso di quel qualcosa che aveva ucciso anche il fratello, e sotto il fardello delle responsabilità, della mancanza di un lavoro e della crisi che lo aveva spinto lontano da casa sua e dalla sua famiglia. (f.g.)
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