Sicurezza
Sull’Amiata calano i votanti, vince Renzi
Ulivieri: «La montagna interpreta la voglia di cambiamento». Pieraccini: «È arrivata una critica alla classe dirigenziale»
AMIATA. Il secondo turno delle primarie del centro sinistra registra un’Amiata nella media provinciale: la montagna riduce il numero dei votanti di circa il 10% mentre Renzi cala in voti ma recupera in percentuale, attestandosi sulla media regionale e al di sopra di quella provinciale.
Invece Pierluigi Bersani recupera in voti e in percentuale. L’analisi dettagliata del voto dell’Amiata grossetana, la fa il coordinatore del Pd Amiata Tiberio Tiberi che aggiunge: «In generale il calo dei votanti tra il primo e il secondo turno, essendo comparabile con la somma degli elettori che al primo turno hanno votato Puppato, Tabaci e Vendola, rende impossibile la valutazione sugli orientamenti di questi ultimi elettori al secondo turno, tranne che a Roccalbegna dove il calo dei votanti è di solo 3 unità».
In questo caso sembrerebbe «che gli elettori che al primo turno non hanno votato nè Bersani né Renzi, si siano ripartiti tra i 2 candidati con una leggera preferenza per Bersani». A Tiberi, poi, preme sottolineare il successo bipartisan, della raccolta di firme promossa dal circolo di Castel del Piano per ottenere le primarie anche per la scelta dei candidati alla camera e al senato. «Il circolo del Pd invierà la richiesta al coordinamento nazionale del centrosinistra».
Dal canto loro, i due protagonisti delle primarie amiatine, Cinzia Pieraccini, coordinatrice del comitato per Bersani in Amiata e Franco Ulivieri coordinatore del Comitato per Renzi, esprimono soddisfazione per il risultato, che comunque si guardi, posiziona l’Amiata sulla linea regionale che premia Renzi piuttosto che su quella provinciale, dove i due contendenti fanno un pari e patta. «L’Amiata interpreta la grande esigenza di cambiamento votando Renzi che questo cambiamento ha rappresentato - commenta Franco Ulivieri - L’Amiata sensibile al rinnovamento ha individuato in Renzi il suo leader naturale. È vero che in questo ballottaggio abbiamo perso qualcosa, ma in molti non sono venuti a votare perchè ormai la situazione era scontata a livello nazionale dalla parte di Bersani. L’Amiata, dalla sua storica ottica di sinistra, ha parlato chiaro. Quindi dico che se questa sinistra non starà attenta a questa domanda, perderà la governance della montagna. Ma dico anche che queste esigenze così visibili, noi che le abbiamo comprese e interpretate, le vogliamo anche governare. Meno fumus e meno proclami ci vogliono», conclude Ulivieri.
Ci vuole un rinnovamento di metodo. «E la nostra indicazione è fortissima e unanime anche per la scelta del candidato a deputato e senatore con le primarie, sia nel listino regionale che alle uninominali». E dal canto suo la coordinatrice per Bersani, Cinzia Pieraccini, afferma: «È innegabile che dall’Amiata sia arrivata una critica forte alle classi dirigenti provinciale e regionale. Non mi sento bersaglio di questa critica - afferma la Pieraccini - non faccio certo parte dell’apparato e sono solo 3 anni che faccio politica. A parte questa precisazione, invece, sono soddisfatta di appartenere a quel 60% che vede in Bersani l’uomo giusto per ricompattare le fila del centro sinistra e cambiare ciò di cui c’è bisogno. Non mi sento nemmeno di “fare le pulci” al voto del secondo turno, dove abbiamo preso un centinaio di voti in più, è vero, ma dove, comunque, si legge benissimo l’indicazione dell’Amiata. Per fortuna, il brillante dato nazionale premia anche il mio lavoro che col mio gruppo portiamo avanti da mesi. Una prova di democrazia, comunque, che vogliamo assolutamente replicare con le primarie per deputati e senatori. Qui tutti siamo d’accordo».
Altri servizi alle pag. 2, 3 e 5
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