Il Tirreno

Grosseto

Stuprata e picchiata per quattro giorni

di Francesca Gori
Stuprata e picchiata per quattro giorni

Arrestato l’aguzzino di una trentaquattrenne: è scappata da un podere scalza e ha camminato per due chilometri

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FOLLONICA. Due chilometri a piedi nudi in una notte fredda, con i sassolini che tagliuzzano la pelle e il sangue, caldo, che colava sul suo volto. Una guardia giurata l’ha trovata così. Pesta, sanguinante, disperata. Con la testa fra le mani e lo sguardo spento dalla violenza di un uomo di 11 anni più grande che per quattro giorni ha abusato di lei e l’ha seviziata utilizzando una spranga di ferro. Finché lei non è riuscita a scappare e a percorrere la sua via crucis di dolore e disperazione che è finita dentro la tenenza dei carabinieri di Follonica e poi all’ospedale di Massa Marittima dove la donna è stata visitata e inserita nel percorso rosa, la task force anti violenza e trasferita al Misericordia di Grosseto.

Lui invece, Grigore Cirnati, romeno senza fissa dimora e pregiudicato, è al carcere di via Saffi dove questa mattina alle 9 si svolgerà l’udienza di convalida dell’arresto.

Una storia, quella raccontata dalla donna, che ha 34 anni e che fino a poco tempo fa lavorava come badante in una famiglia, che è una storia di violenza e povertà. Di compromessi accettati soltanto per avere un tetto sotto il quale dormire.

I due, entrambi romeni, si sono conosciuti alla fine della scorsa settimana alla stazione di Follonica. La donna era rimasta senza lavoro e ha accettato l’offerta d’aiuto del connazionale. Si è fidata delle parole di quell’uomo che le ha detto di vivere in un casolare di campagna dove, per qualche giorno, anche lei avrebbe potuto restare. Quando è arrivata a Valle, vicino a Pratoranieri però, si è trovata davanti a un podere abbandonato che non aveva nulla a che vedere con una casa da tenere magari in ordine per qualche giorno, per sdebitarsi dell’ospitalità. Ma tant’è, un tetto che le coprisse la testa c’era. Quel podere, invece, si è trasformato in una prigione dalla quale lei non è riuscita a scappare se non sabato notte.

All’inizio del racconto che la donna ha fatto ai carabinieri prima di essere accompagnata all’ospedale, ci sono le richieste dell’uomo. Sesso, in cambio di ospitalità. I no della trentaquattrenne, a Grigore Cirnati però, sembrano non essere piaciuti. Alla fine la donna ha piegato la testa, come probabilmente era stata costretta a fare altre volte in vita sua. Ma le cose sono precipitate alla svelta. Voleva sesso, lui. Voleva che lei facesse quello che le chiedeva. Doveva farlo, altrimenti erano botte. Qualche schiaffo, in quei turbolenti giorni di convivenza era già partito. Ma sabato gli schiaffi si sono trasformati in pugni e calci, in colpi con una spranga di ferro, utilizzata per seviziare la donna.

Ai militari lei ha raccontato che un episodio, in particolare, aveva aggravato la situazione. Il pomeriggio Cirnati aveva chiesto alla donna di essere accompagnato alla Coop. Lei è rimasta fuori, lui, una volta dentro al supermercato avrebbe rubato alcune bottiglie di superalcolici. Su questo episodio sono in corso gli accertamenti dei carabinieri di Follonica. Poi sarebbero tornati al podere e lui, ubriaco, avrebbe voluto avere un rapporto sessuale con lei. Al no della donna si è scatenato l’inferno.

Lei è riuscita a fuggire, nonostante le ferite. Nonostante che il suo aguzzino le avesse preso la testa e gliel’avesse sbattuta contro il muro. Nonostante i calci e i pugni.

Scalza, ricoperta di pesti, ha camminato per due chilometri finché non è stata trovata da un vigilante che ha chiamato i carabinieri. Con sé non aveva nulla. La borsa con 140 euro, due cellulari e i documenti li aveva presi lui. Certo, probabilmente, che lei sarebbe tornata. A Valle invece sono arrivati i carabinieri con le manette pronte a scattare.

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