Sicurezza
Monaci al Wwf: «A Albinia spaliamo»
GROSSETO. Il Wwf, nei giorni scorsi, aveva polemizzato con i cacciatori raccontando di spari e cacciate nelle zone alluvionate e definendo sciacalli coloro che si erano permessi di uccidere animali...
GROSSETO. Il Wwf, nei giorni scorsi, aveva polemizzato con i cacciatori raccontando di spari e cacciate nelle zone alluvionate e definendo sciacalli coloro che si erano permessi di uccidere animali in difficoltà. La replica di Luciano Monaci (Federcaccia) è netta. «Siamo abituati a sentire, leggere e vedere di tutto contro la caccia ma quello che è stato pubblicato nei giornali in questi giorni è troppo. Non avremmo mai creduto che gli animalisti del Wwf avessero la sfrontatezza di strumentalizzare una tragedia per ottenere visibilità. È sciacallaggio mediatico».
Monaci non ci sta. «Bravi questi animalisti; quando sono finiti gli argomenti la cosa migliore è speculare sulla povera gente, che in silenzio e con grande dignità si adopera per ripartire. I cacciatori di Albinia e delle campagne circostanti hanno subito ingentissimi danni e, a distanza di venti giorni, continuano a spalare. E non certo a sparare. Speculare su una categoria che da sempre è in prima fila nella salvaguardia della Maremma, che non chiede mai niente a nessuno ed è presente in tutte le associazioni di volontariato e di assistenza pubblica lo trovo vergognoso».
La chiosa è indirizzata a Fabio Cianchi, la guardia Wwf che aveva denunciato i cacciatori-sciacalli. «Forse Cianchi non sa che le tasse da noi pagate servono anche a contribuire alla salvaguardia dell'ambiente e alla prevenzione delle calamità naturali; forse è l'ora di contribuire tutti, Wwf compreso. Il Wwf invece sembra poco preoccupato per quanto accaduto nella zona di Albinia: si preoccupa invece di ascoltare spari lontani e rilanciare chiacchiere contro il mondo venatorio intento a recuperare l'ambiente e spalare il fango». (g.b.)
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