Finanza
«È Vendola l’ago della bilancia»
Ma la metà degli elettori del leader di Sel hanno disertato il secondo turno
GROSSETO. Che in provincia di Grosseto il risicato sorpasso di Bersani su Renzi sia stato favorito da chi al primo turno aveva votato Vendola, lo dicono i dirigenti di Sel come i numeri registrati nei seggi.
Però dai dati delle primarie emerge anche che questa svolta sia dipesa tanto dai vendoliani che al ballottaggio hanno fatto virare la propria preferenza sul segretario del Pd, quanto, se non di più, da quelli che hanno disertato le urne. Infatti se l’impennata di voti per Bersani ed una platea elettorale ridottasi di 2103 unità hanno fatto schizzare la sua percentuale dal 38,5% al 50%, il sindaco di Firenze, a dispetto di un +4,1%, ha perso inopinatamente 109 voti (nonostante le previsioni della vigilia puntassero quantomeno a mantenere lo stesso zoccolo elettorale). Dunque gli elettori di Renzi che hanno dato forfait non sono stati compensati dai “giustificati” – i 45 nuovi elettori ammessi al ballottaggio - né da quelli degli altri tre candidati. Dei 2906 voti rimasti orfani di rappresentanza, Vendola ne aveva ottenuti 2162, Tabacci e Puppato insieme ne avevano raggranellati 744. Facendo un’ipotetica proporzione sui dati del ballottaggio, quasi mille elettori del leader di Sel hanno messo la X su Bersani, su un totale di 1244 new entry. L’altra metà, ad esclusione di pochissimi convertiti al renzismo, sono rimasti a casa.
Davide Buzzetti, coordinatore provinciale di Sel, è stato il primo ad intestare al suo segretario di partito il ruolo di ago della bilancia, ponendo l’accento più sui presenti che sugli assenti. «Per il nostro elettorato è stata una scelta naturale. Bersani ha dato risposte maggiormente in linea con il nostro orientamento. La vittoria di Renzi avrebbe creato una frattura nella coalizione». Buzzetti, insieme ad una dozzina tra assessori e consiglieri targati Sel, aveva firmato un manifesto di sostegno a Vendola. Viene da chiedersi come mai, al ballottaggio, dei giovani amministratori locali di centrosinistra non si siano riconosciuti nella scalata nazionale di un altro giovane amministratore locale di centrosinistra. «Il rinnovamento è un argomento importante – spiega Marco Sabatini, vicepresidente della Provincia ed uno dei firmatari del manifesto – tuttavia penso che debba riguardare le persone, non i principi. Anche Vendola aveva auspicato un ricambio delle classi dirigenti, probabilmente Renzi è stato più bravo ad intercettare questa necessità». Sabatini ricorda come all’interno di Sel questo si sia già verificato in Maremma - «basta vedere l’età dei nostri eletti nei vari comuni» - ma respinge il «giovanilismo fine a se stesso». A dispetto di quanto dichiarato da Bersani in tema di alleanze, sia Buzzetti sia Sabatini perimetrano il futuro centrosinistra sulla coalizione Italia bene Comune, chiudendo la porta all’Udc ed alle altre forze di centro. «Le primarie hanno dimostrato che abbiamo tutte le carte in regola per governare con questa formula» dice il coordinatore di Sel. «La base elettorale del Pd guarda più a sinistra di alcuni dirigenti» sottolinea il vicepresidente provinciale. «Non annacqueremo le nostre posizioni».
Lorenzo Santorelli
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