Il Tirreno

Grosseto

Agriturismo e hotel Il Comune punta su altri 400 posti

di Paola Villani
Agriturismo e hotel Il Comune punta su altri 400 posti

Sviluppare il turismo attraverso il recupero di vecchi edifici Nel bando anche l’apertura di nuove botteghe artigianali

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FOLLONICA. Quattrocento posti letto al di là dell’Aurelia, l’amministrazione di Follonica lancia una nuova proposta per dare slancio all’economia locale dando la possibilità ai chi ha una proprietà nelle campagne di trasformarla in albergo, agriturismo o affittacamere. Non solo. Il Comune dà pure il beneplacito alla realizzazione di rivendite di prodotti alimentari o di oggetti tipici della tradizione locale, o magari perché no, all’ apertura di un ristorante. Tutto questo deve essere fatto seguendo delle regole ben precise, finalizzate innanzitutto alla salvaguardia dell’ambiente. Un esempio? Non sono previste nuove strade, così come deve essere garantito il pieno rispetto delle invarianti strutturali e dei luoghi a statuto speciale e per quanto riguarda le ristrutturazioni esse dovranno essere fatte in conformità con le vecchie costruzioni. «Lo scopo è quello di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente a fini turistici», spiega il sindaco Eleonora Baldi, che ha anche la delega all’urbanistica. L’atto del Comune non è vincolante per l’amministrazione così come per chi risponderà all’invito, si tratta semplicemente di una manifestazione d’interesse che poi sarà oggetto di valutazione da parte dei tecnici del municipio. I posti letto sono 400 in tutto, suddivisi in cinque zone: 120 sono previsti nel sub sistema delle Colline di Pratoranieri, 70 in quello della Valle del Petraia, altri 90 poi nella zona Pedecollinare, 80 nei terreni della Valle del Pecora, e 40 infine nel sub sistema agricolo di Pianura. «L’amministrazione - si legge nell’avviso - intende incentivare il recupero e la ristrutturazione di poderi esistenti, non più utilizzati a fini agricoli, offrendo la possibilità di nuovi posti letto per le attività turistico ricettive, e superfici per attività produttive, quali attività integrative a quella agricola, attraverso la ristrutturazione dei fabbricati esistenti».

Per un albergo come minimo devono essere previsti 30 posti letto, invece per aprire un affittacamere o un Cav, ne servono almeno 10, mentre infine per un residence servono sette unità abitative capaci di ospitare minimo 16 persone. Le proposte potranno essere presentate sino a fine mese agli uffici comunali, poi sarà una commissione interna composta dai dirigenti all’urbanistica e ai lavori pubblici, da un funzionario sempre del settore urbanistica e da un segretario, a valutarle. «Se le richieste non supereranno i posti letto previsti andremo direttamente all’aggiudicazione, altrimenti se le istanze saranno più del limite, verrà fatta una graduatoria», conclude il sindaco Baldi. Chi presenta la domanda deve dimostrare la proprietà o la piena disponibilità dell'edificio che intende ristrutturare.

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