Sicurezza
«Seguiamo l’esempio Taranto e dissequestriamo i beni»
FOLLONICA. Perché il governo follonichese non prende spunto dal dissequestro ordinato dallo Stato per le acciaierie di Taranto? La proposta arriva dalla lista civica Follonica Libera che consiglia...
FOLLONICA. Perché il governo follonichese non prende spunto dal dissequestro ordinato dallo Stato per le acciaierie di Taranto? La proposta arriva dalla lista civica Follonica Libera che consiglia alla giunta Baldi di ispirarsi alla vicenda pugliese sulle questioni che attanagliano la città del Golfo. Secondo lo schieramento politico all’economia di un paese non serve tenere sequestrato un impianto che dà lavoro. «Tutto questo è ben evidente nel caso del dissequestro da parte del governo delle acciaierie di Taranto - dicono dalla civica - laddove, tramite questo atto, verrà costretta la proprietà ad eseguire i dovuti adeguamenti prescritti, salvaguardando contemporaneamente dal fallimento un bene locale e nazionale. Perché a Follonica chi governa la città non segue la stessa logica? Perché non attiva il legittimo strumento dell’autotutela? È evidente per tutti che il campeggio Veliero sta andando in malora».
Secondo il parere della civica tra un anno la cooperativa proprietaria non avrà più interesse a riaprire rispondendo ai dettami dell’amministrazione ma chiederà sicuramente un risarcimento danni. «Saremo noi cittadini e non certo gli attuali amministratori a pagare sia in termini di denaro sia in termini di ambiente», spiegano ancora.
E per l’ippodromo?«Un anno di mancati lavori da parte dell’ amministrazione comunale sulla revisione della convenzione affiancati parimenti da due anni di attività legale contro le attività esistenti all'interno che, come il ristorante e la clinica veterinaria, chiedono solo di poter aprire a tutte le attività possibili (Firenze e Milano lo hanno già fatto)». Per Follonica Libera anche la Colonia Marina è sulla stessa strada. E arrivano così dubbi su una volontà politica latente che unisce le tre questioni. «Da giugno a oggi cosa ha fatto questa giunta per esaminare di nuovo la possibilità di far rivivere questo gioiello di proprietà della nostra città? Esiste un filo che lega la volontà di far morire queste tre risorse? A chi potrebbe giovare che tre aree raggiungano un degrado irreversibile?», concludono. (p.v.)
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