Il Tirreno

Grosseto

Sarà un Natale con la cinghia stretta

di Maurizio Bernardini
Sarà un Natale con la cinghia stretta

Commercianti preoccupati che lo shopping non basti a sistemare i bilanci di un’annata disastrosa

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GROSSETO. La notizia buona è che tra poco è Natale. Quella cattiva è che tra poco è Natale. Sì, perché se l’avvento porta comunque sempre con sé una bella dose di buoni propositi, abbracci e – più o meno sentite - cene parentali, stavolta c’è poco da ridere. Piaccia o meno, “l’atmosfera natalizia” – leggi lato commercianti - soffrirà ancora una volta di un vertiginoso calo dei consumi. La corsa agli acquisti, che per decenni ha contraddistinto questo periodo - sino a deformarne il significato - è prevista in netto calo. Dalle nostre parti chi dovrebbe gestire la situazione si sta muovendo. Ci sono un paio di cose in ballo e qualche richiesta finisce ancora sul piatto, in attesa che qualcuno l’accolga senza ritenerla indigesta.

Associazioni di categoria. Da una parte Confcommercio, dall’altra Confesercenti: entrambe le realtà che tutelano i diritti dei commercianti stanno lavorando alla stesura di un calendario unico di eventi (cui farà sponda anche la Camera di commercio). Sarà un qualcosa in grado non solo di pianificare iniziative e non sovrapporle, ma anche di renderle organiche al tessuto produttivo locale, finalmente coinvolto anche in occasione di kermesse troppo a lungo relegate a corpo estraneo. Pianificazione indispensabile specie in un periodo che lo stesso coordinatore Confcommercio definisce “Allarmante”. Eppure, in settimana, i dati usciti dalla ricerca sulla qualità della vita del Sole 24 Ore hanno ben posizionato il nostro territorio per quel che riguarda la propensione a investire e le nuove attività: «Attenzione – ammonisce Baldassari - ci vogliono anni perché un’impresa sia a regime. E poi non va sottovalutata neppure l’inclinazione ad aprire un negozio da parte di chi non trova altro lavoro. Un atteggiamento che porta in sé molti rischi. A volte non si conoscono neppure tutte le tasse che poi si dovrà andare a pagare». Anche dalle parti di Confesercenti il futuro non è visto a tinte pastello: la preoccupazione più grossa qui è quella del «Continuo aumento della disoccupazione e del progressivo calo del potere d’acquisto delle famiglie» come confida la direttrice, Gloria Faragli.

La prima richiesta. La tassa sul suolo pubblico va abbassata. È questo quel che continua a chiedere il centro commerciale naturale: «La Tosap a Grosseto, non si sa per quale ragione, è tra le più care di tutta la Toscana – rilancia ancora una volta il presidente del Ccn, Andrea Marchionni - un impedimento non da niente, visto che con questi chiari di luna dovremmo cercare di supportare i commercianti, senza gravarli di ulteriori tasse. Non capisco perché Grosseto, che è una città che offre già poco, debba avere una tassazione così elevata. Non siamo Firenze». Il discorso è semplice e ben più esteso: il Ccn ha vinto un bando regionale che assicura il cofinanziamento di eventi da tenere il prossimo anno. Bene, alcuni di questi prevedono, come ovvio, la presenza di bancarelle. Ma per attrarre quei commercianti – e dunque rendere possibili gli appuntamenti – occorre creare terreno fertile. «In altri Ccn vicini – prosegue Marchionni – le amministrazioni hanno applicato sconti sulla Tosap fino all’80 per cento». Vedremo come andrà a finire.

Piazza Palma. «La decisione è già stata presa, si tratta solo di limare alcune cose per tutelare anche chi risiede in centro. È solo una questione di tempo. Prima della fine dell’anno l’area sarà pedonale». Questa la rassicurazione del sindaco Bonifazi sul destino della piazza che dà sul Cassero. Le immagini dei bambini che durante Piazze d’Europa hanno potuto divertirsi lì, girellando tra giocolieri e gonfiabili al posto delle auto, è sempre viva. Speriamo che di tempo non se ne perda ancora, perché tra poco è la Madonna e per pedonalizzare una piazza non serve un miracolo, basta una delibera di giunta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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