Il Tirreno

Grosseto

Allarme per il 2014 della Corte dei Conti «Debiti oltre il 4%»

di Fiora Bonelli
Allarme per il 2014 della Corte dei Conti «Debiti oltre il 4%»

Castel del Piano rischia, secondo le stime andrebbe al 4,9% Serve risparmiare sulle fidejussioni, ma anche su luce e gas

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CASTEL DEL PIANO. La Corte dei Conti avverte il governo di Castel del Piano che nel 2014, se non si modificheranno le cose, il comune potrebbe superare la soglia di indebitamento previsto dalla legge che fissa il paletto al 4%. Nel 2014, invece, le previsioni fanno salire l’asticella al 4,96% ed è allarme rosso. Coi tempi che corrono non si può e non si deve sottovalutare nulla.

Lo ha detto il sindaco Claudio Franci, informando l’assemblea consiliare del 30 novembre. «Noi - afferma Franci - nella nostra legislatura, non abbiamo acceso alcun mutuo e non abbiamo intenzione di farlo per il 2013. Valuteremo anche se ci sono possibilità di estinguere qualche mutuo prima della scadenza. Il comune spende 600.000 euro di mutui all’anno e quasi tutti sono in estinzione nel 2015. Solo allora avremo la possibilità di fare qualche nuovo investimento».

Quel che grava le casse comunali, poi, sono anche le fideiussioni (per la casa di riposo, per il consorzio stradale e per il consorzio di montagna), a volte superflue: «La fideiussione per la casa di riposo Vegni - ha spiegato Marcello Rustichini, capogruppo di maggioranza e che è stato a lungo presidente del Vegni - adesso appare inutile. La casa di riposo può camminare con le sue gambe, lavora a pieno ritmo e dunque sarebbe il caso di rinegoziare con le banca questo contratto. Ne avrebbero vantaggio le casse comunali».

Il sindaco Franci, pur prendendo atto della nota della Corte dei conti, ha segnalato che il bilancio comunale (che era il punto da approvare) è riuscito, quest’anno, a ridurre l’indebitamento e «non si è inciso sulle tasche dei cittadini. Noi mettiamo in campo 15 contratti nel sociale».

Il sindaco fa un elenco di risparmi: «Risparmio sui telefoni, sulle spese della corrente. Ad esempio la palestra la paghiamo, ora, a metà con la provincia, non abbiamo più la possibilità di mantenere le compartecipazioni comunali per strutture che non usiamo noi. Bisognerà risparmiare per il palio. Stiamo cambiando gestore per l’energia elettrica, puntiamo a una nuova gara, il prossimo anno, per il gas».

Ma la grande ombra del futuro non viene allontanata. Ci sono serie minacce all’orizzonte: «I nostri governanti - spiega Franci - non hanno fatto i conti col fatto che dal prossimo anno non metteremo a bilancio più nulla per il servizio scolastico adesso gestito dall’Unione, anche la Tarsu non andrà più in bilancio a causa della riforma delle Ato. Quindi, alla fine se oggi il nostro bilancio è di 8 milioni, nel 2013 sarà di 1 milione. Le entrate non ci saranno più, ma il debito, quello, resterà immutato. Per cui la nostra percentuale schizzerà no al 4,96%, ma arriverà chissà dove. E come noi anche tutti i comuni che fanno parte dell’Unione sono a rischio default».

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