Il dolore
Minacce con una pistola puntata alla tempia
Polacco condannato a 15 giorni: «Hai detto che io rubo le elemosine in chiesa e io ti ammazzo»
GROSSETO. Lo aveva minacciato con una pistola (apparentemente vera) puntata alla tempia sinistra: «Ti ammazzo, perché ai carabinieri hai detto che io rubo le elemosine dalle cassette nelle chiese». Se questo comportamento fosse vero o no, se cioè l’uomo rubasse davvero, non ha interessato. E non ha avuto rilievo nemmeno il fatto che la vittima, un cittadino romeno di 51 anni, nel corso della sua testimonianza ha dichiarato al giudice di voler ritirare la querela. Perché Piotr Pawel Tofiluk, cittadino polacco di 42 anni, è stato comunque condannato dal giudice Compagnucci a 15 giorni di reclusione (30 giorni per il deposito delle motivazioni).
L’episodio ricostruito in aula risaliva al 5 luglio 2010. Secondo la denuncia, i fatti erano avvenuti vicino alla chiesa di San Leopoldo. Qui Tofiluk (dalla vittima conosciuto come Max e descritto minuziosamente nella denuncia) si sarebbe avvicinato estraendo una pistola a tamburo di grosse dimensioni, metallica: «Sono sicuro che fosse di metallo - ha detto il romeno al giudice - Aveva quattro, cinque o sei proiettili. Mi ha detto che siccome lo avevo denunciato, mi avrebbe ucciso». Il romeno era fuggito di corsa, Max avrebbe dato un calcio alla porta della chiesa. Il romeno era poi corso dai carabinieri, raccontando l’episodio avvenuto poco prima in chiesa e spiegando che pochi giorni prima non solo aveva denunciato Max perché questi lo avrebbe picchiato ma anche che quest’ultimo era solito prelevare le monete dalle cassette delle elemosine mediante una rotella metrica.
Subito dopo, i militari avevano rintracciato (in via Litoranea, è stato spiegato in aula) Tofiluk, il quale aveva effettivamente (in un borsello legato alla cintura) una pistola con il tappo rosso e 6 cartucce inesplose. L’arma (poi riconosciuta come una riproduzione, una finta pistola pur se in metallo) era stata messa sotto sequestro e i carabinieri avevano poi appurato che effettivamente il romeno due giorni prima aveva denunciato Tofiluk.
«Ma siamo tornati amici», ha detto la vittima - che non si è infatti costituito parte civile - rinnovando l’intenzione di voler ritirare la querela. Il pm onorario Pamela Di Guglielmo aveva chiesto 4 mesi. Il difensore d’ufficio Adami aveva invocato il non doversi procedere per estinzione del reato conseguente alla remissione della querela.(p.s.)
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