Il dolore
Milioni di fatture perdute E le imprese sono nel caos
Cna: «Le associazioni non sanno come gestire la contabilità finita sott’acqua e gli enti non si coordinano. Cerchiamo almeno di chiudere prima l’anno fiscale»
GROSSETO. Nella zona sud della Maremma la contabilità delle aziende è in gran parte perduta. «E allora perché non chiudere l’anno fiscale alla data dell’alluvione?». Lo propone Renzo Alessandri, direttore della Cna, che in un lungo cahier de doléance lamenta gli enormi problemi - fiscali e burocratici - attraversati dalle imprese orbetellane. Un caos nel quale anche le associazioni di categoria non sanno come barcamenarsi.
«L’emergenza della Maremma - dice Alessandri - oltre ad essere pressoché scomparsa dai media nazionali, registra - anche nell’iniziativa degli attori locali - una preoccupante frammentazione». Un gioco di “squadra” che si sarebbe seriamente appannato, dopo la sottoscrizione di una serie di iniziative comuni (il 21 novembre scorso) tra imprenditori, cooperative, Provincia e Camera di Commercio. «Ora i parlamentari agiscono senza coordinarsi: presentano interpellanze e emendamenti in Commissione agricoltura della Camera, quasi che il problema fosse limitato al settore agricolo, o appellandosi ai presidenti: del consiglio e addirittura della Repubblica. Anche la Regione e molti “palazzi” delle autonomie locali, dopo la richiesta dello stato di calamità, attendono tutto sommato inerti le decisioni del Governo nazionale». Nel frattempo - protesta la Cna che riceve tantissime richieste di aiuto, molte delle quali ingestibili - nessuna delle richieste contenute nel documento suddetto (dalla proclamazione dello stato di calamità alla sospensione delle scadenze fiscali e contributive, dalla deroga al patto di stabilità alla moratoria sugli studi di settore) ha fatto un concreto passo avanti. Anzi, i problemi delle imprese aumentano. Tra i primi responsabili vi è l’incertezza delle procedure fiscali. «A chi denunciare la distruzione della contabilità e la conseguente perdita dei documenti fiscali e contributivi, e con quali modalità?». Ormai la tracciabilità è perduta, le aziende hanno le fatture sotto l’acqua. «Noi stessi - associazioni di categoria - si rischia di rimanere vittime del sistema. È un modo di fare sbagliato, un approccio minimalista che non sortirà risultati». Nel chiedere di fare squadra Alessandri propone pure una soluzione tampone. «Bloccare l’anno fiscale alla data dell’evento alluvionale»; cosicché le associazioni - in mancanza di altro - possano almeno far leva sui documenti che avevano prima del disastro.
Elisabetta Giorgi
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