La manifestazione
«Il Patto rischia di saltare» E il sindaco scrive a Monti
Orbetello, il primo cittadino si appella al Governo: «I Comuni hanno soldi in cassa ma non posso usarli senza incorrere in sanzioni pecuniarie. Siamo strangolati»
ORBETELLO. Il sindaco di Orbetello Monica Paffetti scende in campo per la tutela economica e finanziaria delle popolazioni alluvionate di Albinia e, dopo l’annuncio di lunedì scorso di dover procedere all’utilizzo dell’avanzo di bilancio, segnala a gran voce di aver interpellato i capi del Governo, chiedendo aiuto per i comuni alluvionati.
«Ho scritto una lettera a Mario Monti e al Mef, per sensibilizzare il Governo centrale sui problemi derivanti dall’utilizzo di quei soldi che i Comuni hanno negli avanzi di bilancio, ma che non possono essere utilizzati senza incorrere in sanzioni pecuniarie relative al mancato rispetto dei vincoli del patto di stabilità. Oltre a questo - continua la primo cittadino - ho chiesto la possibilità di spostare o sospendere il pagamento delle tasse per tutti coloro che si ritrovano in difficoltà a seguito degli eventi alluvionali e che hanno perso abitazioni e attività lavorative: senza tutto questo, infatti, sarebbe impossibile permettere ai nostri cittadini e alla nostra economia di rialzarsi».
E in effetti la nuova normativa finanziaria aveva già creato problemi di rilievo su tutto il territorio nazionale, che si sono poi acuiti ad Orbetello dopo il disastro di metà novembre: «La legge, così come è stata concepita, rappresenta una sorta di cappio che strangola i Comuni in condizioni di ordinaria amministrazione - continua lei - ma che rischia di dare il colpo di grazia qualora non dovessero essere previste deroghe in virtù degli stati emergenziali. Per questo appare chiaro che il patto di stabilità si stia rivelando inadeguato a rispondere alle esigenze di quei comuni che, come il nostro, hanno subito gli eventi alluvionali degli scorsi giorni; ed appare altresì chiara, dato anche il diffondersi di eventi meteorologici estremi in altre zone di Italia, la necessità di proclamare quello stato di emergenza nazionale che sembra essere condizione imprescindibile affinché la situazione si sblocchi e il patto di stabilità possa essere derogato consentendo ai comuni in stato d’emergenza di agire con libertà».
Le parole del sindaco si chiudono poi con un chiara tiratina d’orecchie a coloro che fino a oggi avevano criticato la politica economica e finanziaria dell’ente lagunare: «In questo momento contingente diventa necessario e indispensabile utilizzare quei soldi che qualcuno chiama tesoretto e che non potevano (e stando così le cose non potrebbero) essere utilizzati senza ripercussioni», conclude Monica Paffetti. «Averli usati prima, venendo meno al patto di stabilità, sarebbe stato veramente superfluo, futile ed esempio di cattiva gestione del bilancio».
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