Attenzione
Il Comune risparmia 800mila euro
Approvato l’assestamento di bilancio, corsa contro il tempo per il Patto di Stabilità senza escludere richieste di deroga
GROSSETO. Nell’ultimo giorno utile, il consiglio comunale ha approvato ieri l'assestamento di bilancio del 2012. Si tratta della calibratura del bilancio di previsione – che, con una tempistica da consuntivo, era stato varato a settembre – con le entrate e le spese realmente sostenute. La data ultima è fissata, per l’appunto, al 30 novembre.
Due le novità significative “assestate”. La prima è che l'estinzione anticipata dei mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti per oltre 3,6 milioni di euro verrà compiuta non solo con gli avanzi di bilancio del 2011, come stabilito in precedenza, ma utilizzando anche i 630mila euro cancellati dal Governo dal fondo perequativo. In pratica si tratta di soldi che lo Stato non ha tagliato materialmente al Comune di Grosseto, ma gli impedisce di computarli nel patto di stabilità, permettendo però all’amministrazione di utilizzarli per l’estinzione di mutui. Un meccanismo intricato sul quale inficiano le entrate derivanti dall’Imu. Su questa voce si registra la seconda novità, cioè il passo avanti compiuto dall’esecutivo Monti nell’andare incontro alle previsioni effettuate dal municipio grossetano sul gettito Imu: resta comunque una differenza di 1,5 milioni di euro tra le due analisi – più sono i soldi ipotizzati nelle casse comunali e meno sono i finanziamenti statali – ma è una boccata d’ossigeno rispetto ai 2,2 milioni di euro stimati in precedenza. Rispetto al bilancio previsionale di settembre ci sono anche altri capitoli con il segno più: 200mila euro recuperati dall’evasione fiscale (in particolar modo della Tarsu); 800mila euro dalla riduzione delle spese della macchina comunale; 154mila euro ricavati dalle multe; 168mila euro come saldo di vecchie risorse dello Stato non ancora erogate. In uscita invece è stato registrato un maggior costo per la spesa di personale di 124mila euro e 272mila euro per l’energia elettrica «dovuta al costo della materia prima – precisa l’assessore al bilancio, Paolo Borghi - e soprattutto delle accise governative che gravano su di essa». Il vicesindaco è convinto che «al 60% rispetteremo il patto di stabilità. Al momento siamo fuori di 2,5 milioni di euro ma, grazie a una serie di soldi che contiamo di incassare, dalla fondazione Mps e dall’Acquedotto del Fiora per citarne due, dovremmo rientrare nei parametri». Se ciò non dovesse avvenire, è lo stesso Borghi a paventare le conseguenze nefaste. «Impossibilità di assumere personale a nessun titolo, né di dedicare risorse finanziarie aggiuntive al salario accessorio dei dipendenti. L’obbligo di riduzione dei livelli di spesa corrente entro la media dell’ultimo triennio ed il divieto di accensione di nuovi mutui, anche se necessari per situazioni di emergenza». A proposito delle quali, il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, ha preannunciato la richiesta di una deroga al patto di stabilità per far fronte all’alluvione. Una misura che potrebbe esser fatta propria anche dal comune capoluogo che, oltre agli incendi estivi a Marina, ha sofferto indirettamente dei disagi legati alla nave Concordia ed al maltempo che ha coinvolto tutta la provincia. «Basti considerare i numerosi operatori forniti alla protezione civile. Inoltre, com’è giusto che sia, gli aiuti sono andati a sostegno dei comuni più piccoli. Ma le problematiche le abbiamo avute anche noi».
Perciò sebbene una tale richiesta in tal senso non sia stata ancora presentata, «pensiamo di farlo in futuro. Come recita il proverbio, meglio aver paura che buscarne».
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