Sicurezza
Galilei: i prof guidano il fronte del no
La riorganizzazione dell’istituto non vanno giù nemmeno ai docenti. «Non siamo stati ascoltati»
GROSSETO. Mettere ordine nella faccenda legata agli istituti comprensivi non è cosa facile. Alle roventi polemiche tra genitori e istituzioni va ad affiancarsi anche la posizione dei docenti della scuola media Galilei. Il gruppo dei professori – che si è riunito giovedì scorso in assemblea straordinaria – sceglie di esprimere direttamente il proprio totale dissenso su ridimensionamento: «Una creatura mostruosa, concepita in modo frettoloso». Per i docenti «I giochi, anche quelli poco trasparenti, stanno per terminare». Ma perché fino a oggi gli insegnanti della Galilei non si erano espressi in modo unitario? «Eravamo fiduciosi che chi stava gestendo il tutto considerasse la scuola qualcosa di serio. Ciò non si è verificato e questa mostruosità sta per essere approvata in consiglio comunale». I docenti della Galilei ricordano di aver partecipato – il 26 novembre scorso - alla seduta della terza commissione consiliare. «Lì abbiamo constatato che è stato ascoltato e accontentato solo chi ha fatto la “voce più grossa». Ecco dunque che gli insegnanti scelgono di prendere una posizione. Un passo distinto da tre precise motivazioni: «Per prima cosa non ci sentiamo rispettati: crediamo nella nostra professione e trasmettiamo ai ragazzi i valori del rispetto, della partecipazione democratica, del confronto e del dialogo costruttivo. Valori che in questa vicenda risultano – ormai è sotto gli occhi di tutti – calpestati». La seconda questione punta il dito su pesanti vuoti: «Non abbiamo riscontrato trasparenza, né coerenza, né impegno fattivo nel perseguire finalità educative che superassero strette logiche di parte e bassi interessi di bottega». Il terzo e ultimo punto su cui fermano la propria attenzione è puramente aritmetico: «Siamo fortemente penalizzati: a rischio svuotamento nell’arco di tre anni, viste le proiezioni dei flussi degli alunni in entrata». Tutto questo in un edificio per cui «A livello edilizio e di sicurezza il Comune ha investito molte risorse pubbliche proprio l’anno scorso. Per i criteri di territorialità c’erano state legittimamente riconosciute le scuole elementari di via Montebianco - assegnate ora al comprensivo 2 - poi ci sono state tolte in cambio delle elementari di via Scansanese, ma abbiamo perso gli alunni di Roselle “barattati” con gli scolari di Braccagni, che notoriamente preferiscono iscriversi alla Pascoli o alla Vico. Perché tutti questi cambiamenti?». In conclusione per i docenti della Galilei «Gli istituti verticali non fanno parte della tradizione scolastica del nostro territorio», una faccenda che ha portato a «Una lotta intestina tra tutte le parti in gioco per il contendersi una manciata di alunni». È così che «l’offerta formativa sarà più penalizzata e il malcontento più manifesto». Insomma, «Non sarebbe meglio – domandano i professori - un atto di umiltà da parte della classe politica nei confronti di famiglie, docenti, soprattutto ragazzi e fermarsi, fare un passo indietro e conciliare le esigenze di bilancio con quelle di tutti?».
Maurizio Bernardini
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