Il dolore
Conflitto interessi Multa al Grosseto
Diecimila euro per il mandato conferito per Carparelli a un agente che già seguiva il calciatore. Inibito Cafaro
GROSSETO. Diecimila euro all’Us Grosseto a titolo di responsabilità diretta. Un mese di inibizione al dirigente Luciano Cafaro, all’epoca dei fatti (2007) dirigente con poteri di rappresentanza. Sospensione della licenza per un mese e ammenda da 15mila euro per un altro grossetano, Alessio Ferroni, agente di calciatori.
Li ha decisi la Commissione disciplinare della Federcalcio, che ha esaminato le richieste della Procura federale per i presunti conflitti di interessi: in sostanza, gli agenti avrebbero avuto doppio mandato, dalla società e dal calciatore che giocava per la medesima società. Un’indagine in cui sono finiti per questo motivo moltissimi agenti di altri calciatori (non all’epoca tesserati con il Grosseto) come Sforzini, Antonazzo, Anselmi, Parola, Berrettoni e Parola. Tutto era partito da un esposto di Alessandro Moggi (2009), in cui il procuratore aveva citato l’esistenza di illeciti commessi da parte di tutta la propria categoria.
Il Grosseto e Cafaro sono finiti nella vicenda per l’operato dell’agente Vincenzo Rispoli in merito al giocatore Marco Carparelli. L’attaccante nel 2007 era finito al Grosseto. Cafaro avrebbe dato mandato a Rispoli per il tesseramento di Carparelli ma questi aveva già la rappresentanza del calciatore. Il dirigente ha spiegato che Rispoli aveva dato «rassicurazioni in merito alla risoluzione dell’incarico da parte del calciatore esercitata il giorno prima», e che la commissione agenti interpellata verbalmente aveva dato rassicurazioni sull’inesistenza dei rapporti tra agente e calciatore. Ma «l’articolarsi della vicenda in uno strettissimo arco temporale tradisce l’esistenza - secondo la Disciplinare - di contatti precedenti tra tutte le parti coinvolte già prima dell’invio delle raccomandate, per cui la responsabilità di Cafaro non può che ritenersi provata anche in virtù del successivo tesseramento di Carparelli».
Per Ferroni, invece, la questione è relativa al fatto che l’agente seguiva contemporaneamente l’Ac Fiorentina e il calciatore Stefano Del Sante. La commissione restringe il periodo del presunto illecito al 26 dicembre 2005-6 ottobre 2007.
La Procura federale aveva invece chiesto la prescrizione per Ferroni. Due mesi di inibizione era stata la richiesta per Cafaro e di diecimila euro quella per il Grosseto. Adesso le parti possono promuovere appello.
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