Proteste
Avevano il Daspo ma erano vicini allo stadio
GROSSETO. Uno era sotto accusa per aver lanciato fumogeni sulla pista di atletica dello stadio Zecchini. Gli altri due per aver contravvenuto al Daspo: erano stati sorpresi nelle vicinanze dello...
GROSSETO. Uno era sotto accusa per aver lanciato fumogeni sulla pista di atletica dello stadio Zecchini. Gli altri due per aver contravvenuto al Daspo: erano stati sorpresi nelle vicinanze dello stadio.
Strascichi giudiziari per Grosseto-Siena di serie B del 16 aprile 2011. Patteggiamenti, di fronte al giudice Muscogiuri per tra tifosi del Grifone. Simone Strazzullo, 19 anni, imputato per il lancio dei fumogeni: 4 mesi e 900 euro di multa. Michael Denaro, 21 anni, imputato per la violazione del divieto di avvicinamento agli impianti sportivi in occasione delle partite (erogato da questore di Grosseto nell’ottobre 2010 - durata 4 anni): 8 mesi e 6.667 euro. Pierluigi Brini, 24 anni, imputato per la medesima contestazione (il suo Daspo era stato però emesso dal questore di Siena nel novembre 2010 - durata 2 anni) ha avuto la medesima pena. Il giudice ha sospeso la pena a tutti e ha ordinato la non menzione. Ma ha inflitto un nuovo Daspo a tutti e tre: della durata di due anni a Strazzullo e della durata di quattro agli altri due imputati. Tutti dovranno presentarsi in Questura 30’ dopo l’inizio e 30’ prima della fine delle partite.
Secondo l’imputazione, Brini e Denaro erano stati individuati intorno alle 17 nei pressi del piazzale dello Stadio. Lì avrebbero atteso il passaggio dei tifosi bianconeri «al fine di scambiarsi offese e gesti di scherno». Il piazzale dello Stadio era i luoghi off-limits insieme a via Fattori, via Felsinea, via Vetulonia e via Veterani dello sport, come indicato nelle misure di prevenzione. Questo divieto è stato ripetuto nel Daspo nuovamente disposto nei confronti di tutti e tre.
Per la cronaca, la partita era finita 1-0 per il Siena, con la squadra allora allenata da Antonio Conte che con questi tre punti si piazzò al primo posto. Una partita di polemiche, anche, dentro e fuori dallo stadio. Camilli se la prese con l’arbitro Pinzani (e venne inibito per due mesi). Nel sottopasso ferroviario, prima della partita, un tifoso aveva preso a cinghiate un poliziotto ed era stato arrestato il giorno dopo, dopo l’esame dei filmati delle telecamere. E un gruppetto di tifosi aveva cercato di venire a contatto con il pullman dei sostenitori bianconeri in via Sonnino. Un contatto evitato dalle forze dell’ordine che seguivano gli spostamenti.
(p.s.)
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